mercoledì 3 giugno 2020

2019 LD2, uno strano asteroide-cometa


Pensiamo comunemente agli asteroidi e alle comete come due entità chiaramente dististe tra loro, ma a dire il vero sono stati trovati anche degli "incroci". Questi oggetti all'inizio sembrano asteroidi inerti che, successivamente, diventano attivi sviluppando per esempio delle scie come le comete. Stavolta è stata fatta un'altra scoperta simile, e l'asteroide in questione è stato chiamato 2019 LD2. La novità è che in questo caso si tratta del primo asteroide troiano di Giove di tale tipo.

La scoperta è stata realizzata dal sistema di telescopi ATLAS (Asteroid Terrestrial-impact Last Alert System), installati sulle Hawaii allo scopo di cercare asteroidi pericolosi per la Terra. ATLAS ha individuato l'asteroide nel 2019 e anche grazie alla rete di telescopi LCO (Las Cumbres Observatory) ne ha confermato la natura cometaria. ATLAS ha poi riosservato l'asteroide ad aprile 2020, notando che dopo un anno aveva ancora la scia dietro di sé.

Diciamo che ATLAS ha già scoperto più di 40 comete ma ciò che rende davvero unico 2019 LD2 è la sua orbita: è infatti un asteroide che viaggia vicino all'orbita di Giove, un fatto accertato da misure incrociate con differenti osservatori spaziali.

A sinistra: l'asteroide 2019 LD2 con numerose stelle sullo sfondo.
A destra, l'asteroide evidenziato senza le stelle

Come s'è detto, 2019 LD2 è un asteroide troiano di Giove, ed è il primo a essere osservato con un'attività cometaria. Gli asteroidi troiani seguono la stessa orbita di un pianeta, posizionandosi davanti o dietro di esso a una distanza costante. In particolare, gli asteroidi troiani di Giove orbitano intorno al Sole in due sciami, uno davanti (dove si trova 2019 LD2) e un altro dietro Giove. La Terra conta almeno un troiano di 300 metri, che è stato scoperto dieci anni fa e si chiama 2010 TK7.

Si ritiene che gli asteroidi troiani possano contenere, sotto la roccia, uno strato di ghiaccio formatosi anche miliardi di anni fa. La scia cometaria di 2019 LD2 sarebbe una conferma di questa ipotesi, dato che la scia di una cometa è fatta di polveri e gas generati dalla sublimazione del ghiaccio.

Ma ammesso che ci sia del ghiaccio sotto la superficie, come si è formata la scia? Non si sa con esattezza. In attesa di ulteriori studi si possono fare delle supposizioni. Forse Giove ha catturato l'asteroide nella sua orbita da poco, e l'oggetto veniva da un'orbita più fredda in cui la superficie di ghiaccio poteva sopravvivere. Oppure sull'asteroide si è verificata una specie di frana che ha fatto emergere il ghiaccio o ancora possiamo ipotizzare che 2019 LD2 abbia avuto un impatto con un altro asteroide.

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Questo articolo è stato tradotto liberamente (con relative aggiunte e semplificazioni) dal comunicato ufficiale dell'Università delle Hawaii

mercoledì 27 maggio 2020

Hypnos numero 10: racconti fantastici francesi


Di Hypnos si è già parlato più volte in passato. Pubblicata dall'omonima casa editrice, è una rivista di letteratura weird e fantastica. 

Una cosa che appunto apprezzo della rivista - che esiste dal 2013 - è la sua doppia specializzazione: letteraria e fantastica. Ha un contenuto deciso, per i lettori e le lettrici che hanno gusti molto marcati.

Dallo storico numero 1 di Hypnos sono passati circa sette anni, ed è così che oggi arriviamo a parlare di un altrettanto storico numero 10, uno speciale dedicato alla letteratura in lingua francese.

Dato che alcuni dei racconti della rivista sono datati e risalgono persino all'Ottocento, sono da sempre utili gli immancabili saggi interni e i profili d'autore ai fini di contestualizzare le opere. Considerato inoltre che la narrativa fantastica francese è un mondo molto vasto, sono in questo caso specifico anche utili gli articoli della rivista che fanno una breve panoramica storico-letteraria.

Vediamo brevemente quali sono i racconti più vecchi e più recenti presentati nel numero 10.

Il racconto più vecchio è "Lo schizzo misterioso", del 1860, scritto dalla coppia Erckmann-Chatrian. Qui un pittore immagina chiaramente, come una visione, la scena di un delitto e la disegna. Un fatto che gli porterà molti guai perché quel delitto è avvenuto davvero e lui viene di conseguenza accusato di omicidio.

La storia più recente è "L'oggetto di venerazione", del 2007, di Claude Lalumière. Si tratta di un racconto assai originale dove si immagina un mondo fatto di sole donne in cui ogni abitazione e negozio possiede un dio da saziare e venerare. Gli dèi mettono anche incinta le persone sopperendo così alla mancanza di uomini.

In generale Hypnos offre ai propri lettori pane per i loro denti, cercando di spaziare il più possibile tra i suoi contenuti. Se è vero, infatti, che non è una rivista frequente - esce una o due volte l'anno - e se è anche vero che è una rivista specializzata in racconti fantastici tendenti all'horror e al weird, è indiscutibile che le storie presentate vantino soggetti curiosamente variegati.

giovedì 21 maggio 2020

Arthur C. Clarke: "Terra e spazio" volume 1 (racconti dal 1937 al 1950)


In tempi recenti è stata finalmente pubblicata in Italia la raccolta di racconti di Arthur C. Clarke più completa che esista. Prima del volumone unico intitolato semplicemente Racconti, in edicola è uscita - per la collana Urania Collezione - la stessa antologia suddivisa in quattro volumi e intitolata Terra e spazio. In questo articolo parliamo del primo volume, che presenta i racconti pubblicati dal 1937 al 1950.

Già da quanto si evince in questa prima fase della sua carriera di scrittore Clarke aveva molto a cuore la scienza e gli scienziati, tanto da metterli al centro dei suoi racconti. Oltre a mettere spesso la scienza all'apice delle sue storie, gli stessi scienziati sono dei veri e propri protagonisti delle vicende. Lo si vede sin dall'inizio, per esempio nei racconti Viaggiare via cavo e Come andammo su Marte, due racconti stranamente umoristici (Clarke non è famoso per la simpatia delle sue storie). 

Nel primo caso uno scienziato racconta la scoperta del teletrasporto realizzata con il suo team di ricerca. Nel secondo racconto invece si parla di un gruppo di scienziati che arriva accidentalmente su Marte a bordo di un razzo e ha così un incontro ravvicinato con i marziani. Ma l'elenco di storie con la scienza e gli scienziati è lungo, dal primo all'ultimo racconto intitolato La freccia del tempo, una storia sui viaggi nel tempo con protagonisti un gruppo di fisici e geologi.

"Come andammo su Marte" non è il solo racconto che parla di Marte e marziani. Dal 1937 al 1950 l'immaginario alieno di Clarke sembra appunto incentrato sul Pianeta Rosso così come su Venere, evidentemente due pianeti che in quel determinato periodo storico erano più papabili per ospitare la vita o per essere colonizzati. I racconti che citano la vita su Marte, oltre a "Come andammo su Marte", sono per esempio K.15, Fatta la legge e Ritirata dalla Terra.

Emblematici sono "Fatta la legge" e "Ritirata dalla Terra", due racconti in cui i marziani vengono a disturbare la Terra e sono costretti a ripensarci, quando non vengono addirittura distrutti dai terrestri.

Il pianeta Venere compare in almeno due racconti, Aria per uno e Lezione di storia. Nel primo esempio si cita Venere come pianeta da poco colonizzato, quindi abitabile. In "Lezione di storia" si presentano i venusiani come alieni intelligenti che vengono a visitare un pianeta Terra desolato, la cui specie, quella umana, si è praticamente estinta.

Clarke, almeno in questa prima fase, si dimostra più che altro un maestro dei racconti lunghi. Sono infatti le storie tra le venti e le cinquanta pagine ad andare per la maggiore. Salgono sul podio i racconti: Il leone di Comarre (49 pagine), Spedizione di soccorso (30 pagine) e Angelo custode (30 pagine). "Il leone di Comarre" è simile, nello spirito, al romanzo La città e le stelle ma non c'entra niente con esso. Parla infatti di una civiltà umana del futuro molto evoluta ma stagnante, dove un giovane aspirante scienziato (a proposito di scienziati nelle storie di Clarke) si fa promotore di un nuovo progresso contrariamente ai dettami della società.

"Angelo custode" è famoso per essere il racconto da cui è stato tratto il romanzo Le guide del tramonto, da molti ritenuto l'apice della narrativa di Clarke. "Spedizione di soccorso" è la storia di una spedizione multietnica aliena volta a salvare i terrestri dall'esplosione del Sole. Ma gli umani non ci sono, il pianeta è deserto, e ci sarà un bel finale a sorpresa. Il racconto è famoso anche per aver dato il titolo a una antologia di racconti di Clarke del passato.

Per concludere meritano di essere citati due racconti scritti nel 1947 che narrano un improbabile incontro tra esseri umani e forme di vita aliene composte chimicamente e fisicamente in maniera totalmente diversa da noi. Dato che non possiamo immaginare forme di vita che non rispecchino la struttura basata sul carbonio - come tutti gli organismi terrestri - un tale incontro sarebbe, oltre che improbabile, anche ad alto rischio di incomprensione o di incidente. Clarke prova a immaginarlo nei racconti Un fenomeno chiamato vita e I fuochi dentro. Nel primo caso la descrizione della vita estranea è decisamente più chiara: abbiamo infatti a che fare con un alieno a forma di nube ionica invisibile a occhio nudo.

mercoledì 20 maggio 2020

The man in the high castle, baci rubati sotto un cielo nazista


Per quanto concerne le serie tv ispirate a Philip K. Dick merita di sicuro un occhio di riguardo Electric dreams, con le sue dieci storie tratte da dieci racconti del celebre scrittore americano. Ma c’è un’altra serie che nel recente periodo ha fatto molto parlare di sé. Questa serie è The man in the high castle, ispirata all’omonimo romanzo di Dick che in Italia è conosciuto come La svastica sul sole.

La storia è ambientata prevalentemente negli Stati Uniti degli anni Sessanta, venti anni dopo una Seconda guerra mondiale che ha visto come vincitori i nazisti e i giapponesi. Viene così servito agli spettatori un mondo alternativo distopico mostrato sotto una pellicola a colori ma al limite del bianco e nero sia per rievocare le atmosfere dell’ultimo conflitto globale sia per dare un tocco di cupezza all’intera opera.

Qui gli abitanti degli Stati Uniti, piegati dallo strapotere nazista e spartiti territorialmente coi giapponesi, organizzano una forma di resistenza con attentati e azioni mirate. Non ultimo, l’azione dei resistenti è rivolta a recuperare, in combutta con il cosiddetto “uomo nell’alto castello”, alcuni film rappresentanti a volte una storia alternativa, come quella pellicola in cui viene mostrato che a vincere la guerra sono gli Alleati e non i nazisti.

I video, quando non sono una speranza di un mondo migliore (se lo mostra il film allora può accadere anche in quella realtà) offrono delle immagini guida per le azioni della resistenza: per quanto i film siano apparentemente inventati, hanno sempre un fondo di verità, mostrano alcune delle infinite realtà possibili.

In un tale contesto viene introdotto in modo consistente un elemento apparentemente fuori tema: il bacio. Sotto un cielo nazista i baci fioccano a non finire. Baci di ogni genere, etero, tra uomini, tra donne, baci casti tra ragazzini. Baci che potrebbero essere molto banalmente la tanto utile variabile "sesso e amore" messa lì per intrattenere il pubblico ma che in una simile ambientazione potrebbero rappresentare anche qualcosa di più, una trasgressione e una speranza in un mondo distopico e repressivo.

In definitiva The man in the high castle è il risultato ben riuscito dell’unione di generi tipici della narrazione fantastica, l’ucronia (storia alternativa) e i mondi paralleli. Due temi che sono diversi tra loro ma che a pensarci bene formano una più che logica accoppiata.


Articolo pubblicato originariamente il 19 maggio in collaborazione con Cronache di un sole lontano

mercoledì 13 maggio 2020

I racconti di Arthur C. Clarke: "Aria per uno"


"Aria per uno" ("Breaking Strain") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1949.

L'astronave da carico Star Queen, con a bordo due uomini, per colpa di una meteora inizia a perdere ossigeno. Grant e McNeil hanno pochi giorni di tempo prima che l'ossigeno si esaurisca. Secondo i loro calcoli non arriveranno in tempo alla loro destinazione, il pianeta Venere da poco colonizzato.

La convivenza tra i due occupanti dell'astronave non è l'ideale, non scorre buon sangue tra i due. E ben presto entrambi capiscono che uno dei due potrebbe salvarsi se l'altro ingoiasse il veleno contenuto nella cassetta dei medicinali. Il problema è: chi dei due dovrà fare il passo? Ma soprattutto: riusciranno a mettersi d'accordo sulla questione del veleno? Oppure uno dei due ucciderà l'altro?

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Il racconto è incluso nell'antologia completa di Arthur C. Clarke, uscita in due forme, sia in edicola con la collana Urania in quattro volumi dal titolo Terra e spazio, sia in un volume unico in libreria intitolato semplicemente Racconti.

I racconti di Arthur C. Clarke: "Nemesi"


"Nemesi" ("Nemesis") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1950. Precisamente è il primo del 1950, dopo una lunga serie di racconti pubblicati nel 1949.

All'inizio la storia sembra uguale al racconto "Il risveglio" del 1942. Anche qui, infatti, un uomo importante viene addormentato artificialmente - praticamente ibernato - sotto le montagne dell'Himalaya. E anche in questo caso passa molto più tempo di quanto previsto prima del risveglio.

L'addormentato è il cosiddetto Signore, un uomo paragonato a Hitler. Il momento dell'ibernazione scatta quando, in un bunker segreto, il Signore si riunisce coi suoi sottoposti alla fine di una guerra da lui scatenata e ormai persa. Il Signore saluta tutti e si va a ibernare, mentre gli altri si suicidano.

Ma invece di passare un secolo di ibernazione, come previsto, passano millenni.

Nel futuro, quando l'umanità si è ormai trasferita su altri pianeti, un filosofo di nome Trevindor viene esiliato sulla Terra. Viene anche fatto viaggiare nel tempo, per essere inviato su una Terra di ulteriori cinquemila anni nel futuro.

Quando si ritrova nel luogo e nel tempo stabiliti, il filosofo vede una Terra arida e disabitata. A bordo di un velivolo, l'uomo inizia la perlustrazione del pianeta alla ricerca di forme di vita animali o vegetali.

Ovviamente, anche a distanza di millenni il Signore è ancora vivo. Dorme in ibernazione laddove una volta c'era la catena montuosa dell'Himalaya.

L'incontro tra Trevindor e il Signore è solo questione di tempo.

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Il racconto è incluso nell'antologia completa di Arthur C. Clarke, uscita in due forme, sia in edicola con la collana Urania in quattro volumi dal titolo Terra e spazio, sia in un volume unico in libreria intitolato semplicemente Racconti.

I racconti di Arthur C. Clarke: "La freccia del tempo"


"La freccia del tempo" ("Time's Arrow") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1950.

Un gruppo di geologi ha scavato un fossato per eseguire una ricerca. In quell'area ci sono delle impronte mostruose appartenenti a un animale sconosciuto vissuto almeno cinquanta milioni di anni prima.

Ma il professor Fowler e colleghi sono anche incuriositi da quello che stanno combinando due fisici di nome Henderson e Barnes. A pochi chilometri di distanza dal sito archeologico, i due fisici stanno eseguendo delle ricerche segrete che, a giudicare da alcune loro precedenti pubblicazioni scientifiche, riguarderebbero la possibilità di guardare indietro nel tempo.

Le ricerche di Henderson e Barnes si baserebbero sula cosiddetta entropia negativa. In breve, semplificando, così come la normale entropia (anche definita "freccia del tempo") è rivolta e diretta verso il futuro, l'entropia negativa farebbe il contrario.

In maniera più o meno segreta e più o meno seria, i due fisici iniziano a lavorare col geologo Fowler. Quei fisici giocherelloni dicono che se la bestia che ha lasciato l'impronta milioni di anni prima si potesse vedere direttamente, si risparmierebbe un sacco di fatica...

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Il racconto è incluso nell'antologia completa di Arthur C. Clarke, uscita in due forme, sia in edicola con la collana Urania in quattro volumi dal titolo Terra e spazio, sia in un volume unico in libreria intitolato semplicemente Racconti.

I racconti di Arthur C. Clarke: "Angelo custode"


"Angelo custode" ("Guardian Angel") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1950.

Gigantesche astronavi compaiono sulle principali città terrestri e gli alieni che le guidano, chiamati Superni, iniziano a governare l'umanità.

La supervisione dei Superni conduce l'umanità verso una prosperità mai vista prima, ma il prezzo è ovviamente la libertà, e l'annullamento degli Stati sovrani voluto dagli alieni - così come altre cose - non è ben voluto da movimenti di autonomia come la Lega della Libertà.

Precisamente è un superno di nome Karellen a guidare il mondo attraverso un referente umano, il Segretario Generale Stormgren.

I terrestri sono di fatto colonizzati da entità che non si sono mai mostrate fisicamente, e questo fa pensare che i Superni abbiano qualcosa da nascondere.

Karellen asserisce che gli umani non sono ancora pronti a vedere i Superni fisicamente, ma il Segretario Generale Stormgren, di nascosto, anche se obbedisce alle loro direttive vorrebbe smascherare la forma fisica degli alieni.

"Angelo custode" è il racconto dal quale è stato tratto uno dei più celebri romanzi di Arthur C. Clarke: Le guide del tramonto.

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Il racconto è incluso nell'antologia completa di Arthur C. Clarke, uscita in due forme, sia in edicola con la collana Urania in quattro volumi dal titolo Terra e spazio, sia in un volume unico in libreria intitolato semplicemente Racconti.

venerdì 8 maggio 2020

Com'è fatto Spock. Biologia vulcaniana


Quelle che state per leggere sono alcune caratteristiche che distinguono biologicamente il primo ufficiale Spock, in servizio sull'astronave Enterpsise diretta all'esplorazione di nuovi e strani mondi. Ovviamente, per avere una biologia completa di Spock bisognerebbe chiedere al Dr McCoy o studiare un manuale, ma dalla Serie Classica di Star Trek è già stato possibile dedurre alcuni aspetti fondamentali dell'organismo vulcaniano.

Innanzitutto, a essere precisi Spock è per metà umano e per metà vulcaniano. Ha madre umana e padre vulcaniano.

Fisicamente, ha orecchie a punta e sopracciglia all'insù. Sembra un diavoletto.

Ha il cuore dove si trova il nostro fegato. Così se qualcuno gli spara all'altezza del petto per ucciderlo, lui non muore. Un fatto che gli è realmente accaduto.

Può entrare in contatto mentale con esseri umani e non solo. Questo, una volta, lo ha aiutato a scoprire che il corpo del capitano Kirk era stato "posseduto" da una donna allo scopo di guidare l'astronave Enterprise. E gli ha anche permesso di leggere la mente di un alieno strisciante che stava seminando il panico in una miniera senza un apparente perché.

Può abbassare l'energia vitale per concentrare le forze sui tessuti danneggiati.

Ha sangue verde. La sua emoglobina - la proteina contenuta nei globuli rossi - è basata sul rame, anziché sul ferro come negli esseri umani. Questo lo ha salvato quando ha incontrato una nube aliena che si nutriva di sangue umano.

Può cadere in una specie di trance volontaria, una morte apparente in cui il battito del cuore è praticamente inesistente. Una capacità che una volta gli ha permesso di fingersi morto per uscire da una prigione.

Spock è convinto che la sua metà vulcaniana, in grado di controllare le emozioni, prevalga su quella umana. Ma non è esattamente così. Quando meno se lo aspetta si lascia andare a manifestazioni emotive, come quella volta in cui ha rivisto il capitano Kirk vivo e pimpante quando lo credeva morto.

Bisogna anche dire che la sua metà vulcaniana - e l'autocontrollo mentale che essa gli conferisce - gli ha permesso di resistere alla puntura di una ameba aliena in grado di manipolare il comportamento delle persone.

Ha un ciclo di accoppiamento settennale. In quel periodo, l'impulso ad accoppiarsi è più forte di qualsiasi motivazione. Cosa che lo ha spinto con insistenza sul pianeta Vulcano a combattere in un duello mortale per aggiudicarsi la sposa promessa.

I suoi antenati evolutivi furono generati da un mare diverso dal nostro, ecco perché secondo Spock lui è composto da sali minerali diversi da quelli umani, ed ecco perché non è stato ucciso da un mostro alieno assetato di sale quando questo ha ucciso diversi membri dell'Enterprise.

La sua vita dura molto di più di quella di un essere umano. Questo gli ha consentito di risentire molto meno di un invecchiamento accelerato che ha colpito, una volta, diversi membri dell'Enterprise.

La sua struttura ottica ha qualcosa di diverso rispetto a quella dei terrestri. Si tratta di un fatto evolutivo. La luminosità del sole di Vulcano ha consentito lo sviluppo, nei vulcaniani, di una palpebra interna che funge da schermo contro la luce troppo intensa. Così, quando Spock è stato esposto a una luminosità che avrebbe accecato per sempre un essere umano, il vulcaniano ha subìto soltanto una cecità temporanea.

giovedì 7 maggio 2020

Good Omens, dal libro alla serie tv

Good Omens, serie tv

La serie tv Good Omens è ammirabilmente tratta dal libro Buona apocalisse a tutti! di Neil Gaiman e Terry Pratchett.

Dal libro trae la maggior parte della trama e lo spirito umoristico con il quale i due scrittori hanno reso famoso il romanzo nel 1990.

La storia è sempre quella: gli alti rappresentanti del Bene e del Male vogliono scatenare l'apocalisse per il semplice gusto di combattere, ma un angelo e un demone amano così tanto la vita terrena che si mettono in mezzo per rovinare i piani.

Il piano sarebbe quello di mandare sulla Terra il figlio del Diavolo, scambiandolo nella culla con un altro bambino. Ma qualcosa va storto, il bambino viene scambiato nel modo sbagliato e si perdono le sue tracce. Questo manda all'aria sia il progetto di guerra del Paradiso e dell'Inferno sia il lavoro di controspionaggio della strana coppia formata dall'angelo e dal demone.

A contraddistinguere l'opera è non solo l'impianto umoristico associato a un evento di norma preso molto seriamente come l'apocalisse, ma anche il numero di personaggi ed eventi inseriti nella vicenda.

Sia la serie Good Omens che il libro Buona apocalisse a tutti! sono realizzazioni ricche, ricchissime di particolari, un vero delirio di elementi di ogni tipo che però sono ben incastonati nei fili della trama.

I racconti di Arthur C. Clarke: "K.15"


"K.15" ("Hide-and-Seek") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1949.

Dopo una battuta di caccia Rupert Kingman racconta ai suoi amici la storia dell'agente segreto K.15, verificatasi durante la famosa Guerra gioviana.

L'agente segreto era inseguito da un incrociatore militare e mise in atto uno stratagemma di sopravvivenza per guadagnare tempo in attesa dei rinforzi.

In breve, K.15 sbarcò in tuta spaziale sul satellite marziano Fobos, del diametro di appena venti chilometri ma sufficiente a nascondere un essere umano. Lasciò poi andare la sua astronave alla deriva verso una direzione opposta al Sole mentre la stessa astronave emetteva un messaggio di aiuto.

Anche in questo caso, su Marte ci sono i marziani. Nel 1949 l'immaginario alieno dell'autore tiene ancora in considerazione Marte e, come abbiamo visto nel racconto "Lezione di storia" del 1949, anche Venere.

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Il racconto è incluso nell'antologia completa di Arthur C. Clarke, uscita in due forme, sia in edicola con la collana Urania in quattro volumi dal titolo Terra e spazio, sia in un volume unico in libreria intitolato semplicemente Racconti.