giovedì 1 luglio 2021

L'uomo che vedeva gli atomi: l'insensata meraviglia della fantascienza anni 50

L'uomo che vedeva gli atomi

Quasi del tutto privo di credibilità della storia, L'uomo che vedeva gli atomi (Out of This World, 1957, Urania Collezione 195) si basa su un'unica grande trovata: un uomo che, nonostante il fatto che non abbia mai aperto un libro, è dotato di un'innata intuizione verso la tecnologia e l'invenzione, così da essere in grado di costruire cose impossibili per chiunque altro, anche per lo scienziato più preparato che esista. 

Il libro di Murray Leinster è un buon rappresentante di quella fantascienza anni Cinquanta che creava cose magnifiche senza starle troppo a spiegare o giustificare, e che, per questo, è abbastanza unica data l'impronta più razionale della fantascienza contemporanea. 

L'uomo che vedeva gli atomi


In L'uomo che vedeva gli atomi una sola persona riesce a costruire in poco tempo un apparecchio rudimentale che inonda di radiazioni tutti gli Stati Uniti e in seguito va avanti così, invenzione dopo invenzione, tra il ridicolo e lo spassoso.

Come si è detto, l'idea di base - un uomo dotato di una capacità inventiva che è praticamente un superpotere - è fenomenale e poco importa se la storia diventa sempre meno credibile perché nascono continui e ripetuti problemi planetari (davvero troppi per essere plausibili) che minacciano gli Stati Uniti e che richiedono continue invenzioni del protagonista. 

Questo romanzetto sarebbe inaccettabile se fosse scritto ai giorni nostri, ma con un occhio al passato e la capacità di meravigliarsi senza starci troppo a pensare diventa un'opera a suo modo molto carina e divertente.

Curiosità: in nessuna parte del libro si dice che l'uomo vede gli atomi. La sua è solo una straordinaria capacità inventiva.

mercoledì 16 giugno 2021

L'uomo invisibile: un film, tre generi

L'uomo invisibile (film 2020)

Dopo aver visto L'uomo invisibile (2020) si rimane con la consapevolezza di non aver visto un film indimenticabile, anzi l'impressione dominante è che il livello sia complessivamente medio o addirittura basso. 

Tuttavia c'è un aspetto di cui bisogna necessariamente tenere conto se siamo spettatori attenti e coscienziosi. L'aspetto di cui si parla conferisce a L'uomo invisibile una medaglia di unicità e se vogliamo anche di stranezza, due caratteristiche sufficienti a renderlo un film non proprio così banale come potrebbe sembrare.

L'uomo invisibile (film 2020)

Ebbene, la storia parla di una donna che scappa dal compagno violento. A un certo punto si scopre che l'uomo è morto e lei tira un sospiro di sollievo finché non si accorge che qualcosa, forse lo spirito del defunto, inizia a perseguitarla. A questo punto il film è un horror a tutti gli effetti. Ma poi assume le fattezze di almeno altri due generi: il thriller e la fantascienza.

Ed è questo il grande valore di un film che tutto sommato non vincerà certo lo straccio di un Oscar. Al di là del discutibile valore complessivo, il modo in cui vengono mescolati i generi è magistrale e non ha molti altri casi cinematografici che vantano la stessa qualità.

mercoledì 9 giugno 2021

Binti, la trilogia: immaginare il diverso con la fantascienza

Binti, la trilogia

La trilogia di Binti è un curioso esempio di buonissima fantascienza priva di azione. Il personaggio di Binti, ragazza di origine africana che viene immatricolata nella migliore università della galassia, è tutto quello che serve per una storia densa di significato.

Binti è l'emblema della diversità e dell'incrocio (in questo caso di specie diverse) e dell'emarginazione ma anche della forza che ciò può comportare. Quella di Nnedi Okorafor è anche la storia dell'incontro e dello scontro tra culture diverse, e parla di quanto spesso la cultura di appartenenza incida sulla vita di una persona che vuole intraprendere una strada coraggiosa, aperta e indipendente. 

Binti, la trilogia

Nella trilogia di Binti manca l'azione eppure c'è l'evasione, ma un'evasione che riporta inevitabilmente al presente, come solo la buona fantascienza riesce a fare.

La storia di Binti non è niente di epocale ma è una lettura diversa e per certi versi unica nella sua profondità. Non dimentichiamo, poi, che l'autrice Nnedi Okorafor ha vinto i prestigiosi premi Hugo e Nebula per questa sua opera.

lunedì 24 maggio 2021

"Rivelazione" di Alastair Reynolds: una space opera affascinante

Rivelazione, di Alastair Reynolds

Rivelazione (Revelation Space) è un romanzo di Alastair Reynolds pubblicato nel 2000. È un ottimo modo per affacciarsi alla fantascienza scritta nel ventunesimo secolo ed è già un classico dei nostri tempi. 

Il punto forte di questo romanzo - pubblicato in Italia in due volumi su Urania - è il dettagliato e meraviglioso universo del futuro in cui si ambienta la storia, una storia complessa e caratterizzata dall'intrecciarsi di vicende e protagonisti diversi che si incontrano in una avvincente tripla spirale narrativa che converge in uno spettacolare finale comune. 

In buona parte Rivelazione può essere considerato una "space opera" visto che ci troviamo il più delle volte su un'astronave (e che astronave!)

Forse Alastair Reynolds si è dilungato troppo in alcune descrizioni e quindi la storia poteva durare meno pagine senza tuttavia perdere minimamente la propria efficacia, ma nel suo insieme possiamo considerare il libro dell'autore britannico - degno erede di Arthur C. Clarke - un'opera immaginifica e davvero molto affascinante.

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La trama completa è consultabile sulla Biblioteca Galattica

martedì 13 aprile 2021

La pazza trilogia del drive-in di Joe R. Lansdale

La trilogia del drive-in

Joe R. Lansdale è uno scrittore tutto da gustare, e chi lo leggesse per la prima volta lo troverebbe di sicuro una gran bella scoperta. La sua trilogia del drive-in è un horror abbastanza folle e demenziale per gli amanti delle storie dalla forma e dal contenuto strani in perfetto stile anni Ottanta. In tal senso il libro - che ne include tre - è un'ottima scelta, ma attenzione: contiene blasfemia, sesso, violenza e cannibalismo, anche se il tutto è improntato su un piano abbastanza ironico.

All'inizio della trilogia un gruppo di amici di giovanissima età si reca al drive-in per passare una notte speciale guardando film horror. Ma quella che sembra inizialmente la solita serata spensierata si trasforma in un vero incubo. 

La trilogia del drive-in

A un certo punto una cometa con tanto di faccina sorridente solca il cielo sopra il drive-in. Dopo il passaggio della cometa spariscono le stelle e la luna, e intorno al perimetro del drive-in c'è un insondabile vuoto che divora tutto. Da quel momento, la convivenza tra i partecipanti alla serata sarà tutt'altro che pacifica e quel che accadrà sarà a dir poco surreale.

La lettura della trilogia del drive-in è assai leggera, nonostante i suoi contenuti siano talvolta molto pesanti e occasionalmente non adatti ai minori. Le pagine scorrono come il vento e il libro si divora con estrema facilità anche perché si è molto curiosi di sapere come va a finire, di sapere che cosa c'è dietro il fenomeno capitato al drive-in e dietro tutte le stranezze che si vedono.

Per il resto, anche il modo di raccontare di Joe R. Lansdale deve aver inciso non poco sul successo dell'opera. La narrazione è asciutta e diretta, osservatrice distaccata più che giudicante, senza alcuna pretesa poetica, e le descrizioni sono brevi ma efficaci nel tratteggiare l'essenziale stimolando l'immaginazione. Il tutto è aiutato da un continuo susseguirsi di nuovi eventi sempre più strani e ben poco convenzionali.

venerdì 19 febbraio 2021

I mercanti dello spazio: la fantascienza sociologica di Frederik Pohl e C. M. Kornbluth

I mercanti dello spazio

Due potenti agenzie pubblicitarie si contendono la vendita dell'intero pianeta Venere. Il globo è pronto per essere riempito da una nuova e proficua massa di coloni-consumatori. La sregolatezza del liberissimo mercato viene portata alle fantascientifiche conseguenze nel mondo futuro disegnato da Pohl e Kornbluth.

I mercanti dello spazio (1952) è tra i migliori romanzi di fantascienza sociologica. Ai drammatici temi della pubblicità esasperante e del consumismo estremo si affianca l'approccio ironico degli autori, per un'opera che ha tutte le sembianze della satira più piccante e briosa. Gli importanti, e a loro modo seri, messaggi a sfondo sociale sono ben inseriti all'interno di una storia assai vivace e ricca di colpi di scena.

Gli aspetti interessanti sono molteplici. Innanzitutto la situazione del fantomatico pianeta Terra, un pianeta sfruttato fino allo stremo a discapito dell'ambiente e della popolazione mondiale, sempre indicata come "i consumatori", i quali non sono più considerati dalle grandi corporation che governano il mondo come esseri umani bensì come entità subumane da sfruttare per i loro tornaconti economici e da spolpare fino all'ultimo spicciolo. Nel mondo del futuro i governi non sono altro che dei maggiordomi al servizio dei colossi commerciali. Nessuna pietà neanche per i bambini, che vengono bombardati di messaggi subliminali anche a scuola, forgiandone le menti in vista dei loro acquisti futuri. 

I mercanti dello spazio
Coloro che si oppongono all'eccessivo sfruttamento del pianeta e alle pessime condizioni di vita, i cosiddetti Indietristi, sono dichiarati illegali. Le aziende possono competere tra loro anche con le armi. La pubblicità, il liberissimo mercato, vengono prima di ogni altra cosa, sono i valori più alti della società, divinità da venerare e alle quali sottomettersi.

Il protagonista de I mercanti dello spazio, da poco promosso come dirigente di una delle due principali agenzie pubblicitarie del pianeta, è uno che ha sempre fatto parte del sistema. Non lo sa, ma è anch'egli vittima del sistema malgrado si trovi dalla parte giusta della barricata. Disprezza gli Indietristi, cioè coloro che vorrebbero riprendere in mano i vecchi e più sani valori di rispetto dell'ambiente e della vita. La sua esistenza è completamente dedicata al suo lavoro di pubblicitario, il suo dio è la vendita del prodotto. Un prodotto da vendere con ogni mezzo possibile e immaginabile, senza limiti morali. 

Il bello inizia quando il nostro protagonista si ritrova immischiato in una cospirazione a suo carico che lo porta a perdere il suo status sociale di privilegiato per ritrovarsi in mezzo ai comunissimi "consumatori", individui sfruttati e sottopagati, in un ambiente lavorativo dove farsi prestare del denaro è facilissimo per cui alla fine resta indebitato fino all'osso e in pratica lavorerà soltanto per ripagare i suoi debiti. Lì, nella fabbrica di un prodotto chiamato "chicken" (che però non è pollo), entrerà per la prima volta in contatto con gli Indietristi e scoprirà molte cose nuove sul loro conto, e verrà fulminato sulla via di Damasco compiendo quella rivoluzione interiore che ritroviamo anche nella figura di Montag, protagonista del famigerato Fahrenheit 451.

Le opere sociologiche rappresentano più d'ogni altra il senso profondo della narrativa di fantascienza, come espresso egregiamente dal nostro Valerio Evangelisti:

«La fantascienza è un genere di evasione da cui non si evade. Ti proietta lontano, ma dove approdi ritrovi i problemi che avevi sperato di lasciarti alle spalle. Il lieto fine non è garantito, l'inquietudine è in ogni pagina». 

A tal proposito I mercanti dello spazio è un romanzo esemplare, dimostrando di essere davvero quel libro imperdibile di cui si parla.

giovedì 18 febbraio 2021

"Il mondo nuovo" di Aldous Huxley: una distopia nel nome del progresso

Il mondo nuovo

Insieme a 1984 e Fahrenheit 451Il mondo nuovo costituisce un trio perfetto, per quanto riguarda i romanzi distopici. In particolar modo questo libro si complementa con 1984. Nel romanzo di Orwell è descritta una società in cui gli individui sono forzatamente privati della libertà, mentre in questa storia l'umanità risulta ugualmente schiavizzata ma le persone ne sono piuttosto felici. L'individuo non si lamenta della propria schiavitù perché risulta condizionato prima geneticamente, poi allo stato embrionale e infine durante l'infanzia per svolgere un ruolo predefinito nella società. Per evitare qualsiasi malcontento, il sistema vigente prevede di rendere libera una particolare droga, chiamata soma, da consumare ogni volta che ci si sente insoddisfatti e infelici. Non a caso questa droga viene fornita in quantità colossali alla classe inferiore, quella più povera e sottomessa. 

Con lo stesso scopo, cioè quello di attenuare il malessere e quindi di mantenere la stabilità nel mondo, si è insediata una cultura del sesso libero, dove tutti si concedono a tutti e nessuno è insoddisfatto. La gelosia non esiste perché nessuno appartiene a nessuno, e forse questo è l'unico lato positivo del libro, anche se Huxley lo ritiene un fatto negativo aggiunto perché, secondo lui, se tutti vanno a letto con tutti si sopprimono sacri sentimenti e atteggiamenti come la repressione sessuale, le turbe amorose, il cuore spezzato, il corteggiamento o le frustrazioni di vario genere. Insomma tutte le complicazioni legate all'amore, quindi anche e soprattutto le esperienze spiacevoli, sono per Huxley qualcosa di sacrosanto, e sopprimerle sarebbe molto pericoloso. Annullarle significa essere troppo appagati e quindi più docili, senza malesseri ma anche meno liberi e meno propensi alla ribellione. Bisogna poi vedere se una società di questo tipo, dove ognuno va a letto con chiunque, sia veramente possibile.

Il mondo nuovo
La società proposta da Huxley è dunque stabile, appagata, ma ha barattato questa stabilità con la programmazione sfrenata. Tutto è predeterminato, artificiale, controllato, fin dalla nascita. Una nascita che avviene interamente in provetta: partorire è sporco e primitivo. La natura umana viene messa da parte in favore del progresso. Nessuno è libero di fare quello che vuole della propria vita, è tutto già deciso.

La trama è un po' lenta. Non si tratta di un romanzo avvincente, ma piuttosto di una finestra su questo ipotetico mondo del futuro, un mondo visto con gli occhi del protagonista, persona insoddisfatta e con tanti dubbi per la testa, perciò bizzarra, schivata dagli altri. Uno degli aspetti più interessanti è il fatto che nel Mondo Nuovo è praticamente vietata la pratica di giochi che non contribuiscano all'economia. Gli unici giochi ammessi sono quelli che richiedono una spesa in denaro, insomma giochi di consumo. 

A turbare chi scrive è stato uno dei personaggi, il cosiddetto "selvaggio", a cui Huxley dà molto risalto nella parte finale e a cui assegna l'arduo compito di chiudere l'opera. Si tratta di un personaggio che è esattamente l'estremo opposto degli altri: è un primitivo a tutti gli effetti. Viene deriso e trasformato in una specie di fenomeno da baraccone dagli altri individui ma la nostra società, quella reale, dei nostri giorni, reagirebbe alla stessa maniera. Avrebbe avuto più senso mettere un personaggio "normale", come noi, in contrasto col Mondo Nuovo del futuro. Mi chiedo quindi che senso possa avere questo "selvaggio" nella storia e quale messaggio volesse dare l'autore attraverso di esso. Magari Huxley ha semplicemente toppato. Oppure voleva mostrare le due facce della stessa medaglia, dando un semplice consiglio: va bene il progresso ma, per favore, non rinnegate la vostra natura umana. 

Il mondo nuovo è un libro di notevole importanza sociale che si presta a molti dibattiti e speculazioni personali e che ha sicuramente meritato il suo grande successo, sebbene oggi sia anche sottoponibile a molte critiche. 

Le attualità vengono subito all'occhio. Per esempio la disponibilità gratuita della droga della felicità, il soma, ben si potrebbe affiancare all'eterno dilemma sull'uso massiccio degli psicofarmaci. L'appagamento sessuale ogni volta che lo si vuole senza mai far crescere il desiderio ben si potrebbe accostare alla pornografia on line. E la possibilità di giocare esclusivamente con giochi che richiedono una spesa in denaro si accoda alle molteplici e sacrosante critiche verso il consumismo dilagante. 

Ma dove nasce la distopia di cui si sta parlando? Mentre in Fahrenheit 451 e in 1984 la distopia è frutto di un piano oppressivo generalizzato, gli orrori de Il mondo nuovo hanno come fattore scatenante un concetto sbagliato di progresso. Per chi volesse saperne di più a proposito dei pensieri di Aldous Huxley, l'autore fornisce un approfondimento allo stesso romanzo con il libro Ritorno al mondo nuovo in cui lo scrittore affronta lo stesso tema del romanzo in maniera diretta, non romanzata, a diversi anni di distanza.

mercoledì 17 febbraio 2021

Love, Death & Robots: il trionfo dell'animazione digitale

Love, Death & Robots Netflix

È impressionante come alcuni episodi della serie tv Love, Death & Robots siano tratteggiati in maniera così sopraffina da sembrare dei film con attori veri, non prodotti di animazione. Ovviamente un occhio super attento si rende conto della differenza ma non è detto che lo faccia subito: l'inganno iniziale è possibile anche con la consapevolezza che si tratti di una serie interamente animata.

Due novità strutturali distinguono Love, Death & Robots dalla stragrande maggioranza delle serie tv che conosciamo. In primo luogo gli episodi durano pochissimo, anche meno di dieci minuti in alcuni casi. In secondo luogo la durata degli episodi è - udite udite - di lunghezza variabile. Se c'è da dire di più, l'episodio dura di più. Se c'è da dire di meno le storie durano meno. Tutto questo segue un concetto semplice che potrebbe essere applicato in maniera più massiccia alle serie tv del futuro.

Love, Death & Robots Netflix

Ma veniamo a un altro aspetto della serie. Non è cosa da poco il fatto che gli episodi siano tratti da racconti di scrittori affermati. Così, gli episodi "Beyond the Aquila Rift" (Oltre Aquila) e "Zima Blue" sono presi dai rispettivi racconti di Alastair Reynolds, che molti in Italia conosceranno per il ciclo fantascientifico della Rivelazione, uscito principalmente su Urania. Il simpaticissimo "When the Yogurt Took Over" (Il dominio dello yogurt) è invece tratto da un racconto di John Scalzi e "Fish night" (La notte dei pesci) è una storia di Joe Lansdale. 

Alla luce di quanto sottolineato c'è però da dire una sola e unica cosa. Ebbene, quel che si nota guardando Love Death & Robots è che l'animazione digitale è ormai arrivata a livelli inimmaginabili. Inutile negarlo: la produzione cinematografica interamente realizzata al computer è destinata presto o tardi a una crescita esponenziale. E il pubblico di oggi sembra ormai pronto per la rivoluzione.

lunedì 15 febbraio 2021

Arthur C. Clarke: "Terra e spazio" volume 2 (racconti dal 1950 al 1957)

Arthur C. Clarke: "Terra e spazio" volume 2 (racconti dal 1950 al 1957)

Terra e spazio - Volume 2 è il secondo libro della quadrilogia Urania chiamata Terra e spazio che include tutti i racconti pubblicabili di Arthur C. Clarke

I racconti del volume 2 vanno dal 1950 al 1954 seguendo l'ordine cronologico, fatta eccezione per due storie inserite con l'ordine sbagliato che sono: Problemi con i nativi, un racconto del 1956 inserito casualmente all'inizio, e il racconto In profondità del 1957 (da cui è stato tratto il romanzo di Clarke I guardiani del mare).

In questo volume assistiamo a tre racconti seriali che hanno al centro della storia il locale chiamato Cervo Bianco, nel quale si narrano storie assurde realmente accadute ai protagonisti. I racconti che hanno a che fare col Cervo Bianco sono Silenzio, prego, il già citato "Problemi con i nativi" e Corsa agli armamenti.

Alcuni racconti sono ambientati sulla Luna. Uno di essi è Vacanza sulla Luna e si sviluppa su una stazione lunare che viene visitata dalla famiglia di un uomo che lavora sul satellite. In realtà si tratta di un piacevole giro turistico immaginario che viene offerto da Clarke a chi legge questa storia. 

Altro racconto ambientato sulla Luna è Ombre sulla Luna, un originale intrigo interplanetario la cui lettura dura molte pagine. È la versione ridotta dell'omonimo romanzo, un libro di grande valore che non viene ristampato da molti anni.

Un ulteriore racconto incentrato sulla Luna è La sentinella, diventato famoso per aver ispirato il regista Stanley Kubrick nella realizzazione, insieme allo stesso Arthur C. Clarke, del film 2001: Odissea nello spazio. Il manufatto alieno trovato sulla Luna in questo caso è una piramide, mentre, come in molti già sapranno, nel film e nel romanzo di Clarke si tratta di un monolito rettangolare.

Arthur C. Clarke: "Terra e spazio" volume 2 (racconti dal 1950 al 1957)
"Sentinella" è uno dei racconti più famosi di Arthur C. Clarke, ma il volume 2 di Terra e spazio include anche I nove miliardi di nomi di Dio, di sicuro tra i più noti racconti dell'autore. Al centro della storia c'è un monastero tibetano che chiede a degli scienziati occidentali di fornirgli un computer potentissimo per elaborare tutti i possibili nomi di Dio. Secondo i monaci, una volta realizzato questo compito il mondo è destinato a finire. Ovviamente gli scienziati non ci credono e si fanno due risate.

Clarke era un maestro dei racconti lunghi, di ampio respiro. E ovviamente nel volume 2 non mancano storie di questo genere. Tra tutte ricordiamo La strada verso il mare, che affronta un tema assai caro all'autore: l'esplorazione come fonte di risveglio, crescita e innovazione attraverso un personaggio illuminato in un mondo pigro e assopito. Ritroviamo questo tipo di trama in almeno due delle opere più riuscite di Arthur C. Clarke: il racconto Il leone di Comarre (in Terra e spazio - Volume 1) e il romanzo La città e le stelle.

Altro racconto lungo degno di nota è Giove Quinto, dove un certo Professor Forster segue le tracce di una civiltà aliena che avrebbe abitato il Sistema solare. La sua ricerca lo porta su un satellite di Giove che si scopre sin da subito essere una gigantesca astronave abbandonata nella quale il professore e il suo team non tardano ad addentrarsi. 

Tra i racconti lunghi da segnalare nel volume 2 ci sono anche il già citato "Ombre sulla Luna" e Al bivio, una storia di collaborazione tra due specie aliene, una con immense facoltà mentali e teoriche, l'altra con peculiarità manuali e pratiche. 

Il tema delle possessioni ritorna in ben tre racconti. Nel racconto I posseduti un'entità energetica chiamata Sciame sceglie di assumere una forma materiale possedendo una specie terrestre e seguendone l'evoluzione fino allo sviluppo di un'intelligenza avanzata che, però, non arriva come sperato. L'entità doveva puntare sugli antenati degli esseri umani e invece scopre di aver puntato sugli antenati evolutivi dei lemming, così alla fine rimane intrappolata in quelle creature.

Altri due racconti riguardano una forma ulteriore di possessione. Le opere in questione sono Tutto il tempo del mondo e Il parassita. Sono due storie tra loro molto diverse ma basate su un concetto comune, quello secondo cui è possibile viaggiare nel tempo col pensiero prendendo possesso di individui viventi nel passato.

Quelli appena elencati sono solo una parte dei racconti presenti in Terra e spazio - Volume 2 ma si spera di aver dato un'idea abbastanza chiara del contenuto di questo libro unico nel suo genere.


Leggi anche »» Arthur C. Clarke: "Terra e spazio" volume 1 (racconti dal 1937 al 1950)

lunedì 8 febbraio 2021

Libri per bambini: "Favole al telefono" di Gianni Rodari

Favole al telefono

Favole al telefono appartiene alla categoria dei libri per bambini. Gianni Rodari parla di un padre sempre in giro per lavoro che racconta queste favole attraverso il telefono alla sua figlioletta. Le favole sono brevi perché il signore non ha tempo. 

Leggendo queste favole si assiste a storie fantastiche di ogni tipo che sovvertono la realtà promuovendo la fantasia come forma di esercizio per inventare e pensare diverso. Favole al telefono è un gioco stimolante per i bambini che leggono o che ascoltano (se sono ancora troppo piccoli).

Favole al telefono
Ed ecco che incontriamo Alice Cascherina, che è piccina piccina e cade sempre dentro le cose, incluse le bottiglie, dove galleggia nell'acqua. 

Poi c'è la storia del mago che inventa una macchina per produrre comete, che però non compra nessuno. Così, per la fame, il mago trasforma la macchina in una caciotta e se la mangia.

E spicca tra tutte la favola del naso che scappa via, se ne va a zonzo e, quando viene acchiappato, dice al proprietario di non mettersi le dita nel naso.

Anche i grandi si possono divertire con Favole al telefono. Gli elementi per intrattenere tutti ci sono eccome. Ma parlando di bambini è difficile stabilire un'età ideale dell'infanzia per la lettura di questo libro. Per esperienza personale un bambino di cinque anni è già pronto per l'immersione, magari con la lettura ad alta voce di un adulto e anche grazie ai bei disegni interni.

giovedì 4 febbraio 2021

Il sogno di X: un tenebroso racconto onirico di William Hope Hodgson

Il sogno di X

Il romanzo breve Il sogno di X di William Hope Hodgson è un viaggio pazzesco. Un insieme ben congegnato di fantascienza, fantasy e horror. Lo hanno pubblicato per la prima volta in Italia le Edizioni il Palindromo e fa parte della collana "I tre sedili deserti", che intende pubblicare romanzi, saggi e documenti che hanno contribuito alla costruzione del genere fantastico.

Il sogno di X è la storia di un manoscritto ritrovato, il cui autore racconta di un viaggio onirico in un futuro remoto nel quale la Terra è piombata nelle tenebre a causa dello spegnimento del Sole.

Il sogno di X
In questo regno di oscurità i pochi milioni di umani rimasti si sono rintanati in una gigantesca piramide circondata da un cerchio di corrente tellurica che tiene lontano mostri multidimensionali evocati non si sa come. Siffatti mostri di ogni ordine e grandezza popolano il pianeta morente e attendono pazienti che le protezioni della piramide vengano meno per assalire la costruzione e i suoi abitanti.

Il protagonista si ritrova, sognando, nel corpo di un diciassettenne del futuro che è in contatto telepatico con una ragazza che vive in un'altra piramide. Intraprende così un viaggio nella Terra notturna per andare a salvare la fanciulla. Un dettaglio fondamentale è che questa ragazza è l'incarnazione della moglie morta nel presente.

Anche se inedita, quella de Il sogno di X non è una storia del tutto nuova in Italia. È infatti una versione condensata di un romanzo già noto dello stesso autore che si intitola La terra dell'eterna notte.

Il volume in cui si può leggere il romanzo breve Il sogno di X contiene anche racconti e poesie di Hodgson. Le opere pubblicate sono tutte inedite tranne una.

Chi non amasse le poesie deve comunque leggerle per non offendere lo spirito di William Hope Hodgson, il quale si riteneva prima di tutto un poeta che un narratore, anche se le sue poesie non hanno avuto lo stesso successo dei suoi libri e racconti.

Le poesie di Hodgson pubblicate dalle Edizioni il Palindromo sono poesie di mare che in alcuni casi hanno anche una componente fantastica, come nell'esempio emblematico della poesia dal titolo "Il luogo delle tempeste".