venerdì 26 novembre 2021

"Voci di Terra lontana" di Arthur C. Clarke: motore quantico, esplosione solare, colonizzazione


"Qualcuno ha affermato che dopo il ventunesimo secolo la razza umana si è divisa in due specie distinte, i Verbali e i Digitali. Io so usare la tastiera quando è necessario, naturalmente, però con i miei colleghi preferisco comunicare a voce"

(Estratto da un dialogo in Voci di Terra lontana di Arthur C. Clarke, 1986)


Voci di Terra lontana (The Songs of Distant Earth) è un romanzo di Arthur C. Clarke che non esce in Italia – pensate – dal 1989. L’edizione che vedete in foto contiene alcune note dell’autore che in sostanza affermano l’autenticità scientifica del testo, nel senso che il romanzo di Clarke è dichiaratamente "un'opera di narrativa realistica sul piano interstellare" e basata su teorie scientifiche realmente esistenti quando il libro è stato scritto.

In Voci di Terra lontana ci troviamo sul pianeta Thalassa, a qualche decina di anni luce dalla Terra. Il pianeta è abitato da esseri umani, e il perché ce lo spiega l’autore con alcuni flashback intermittenti. In breve, intorno all’anno 2000 viene confermata un’anomalia del Sole che lo porterà a esplodere entro alcuni secoli. L’umanità, con la tecnologia che riesce ad avere, non può inviare esseri umani su altri esopianeti simili alla Terra, così invia prima navi completamente automatizzate piene di embrioni da far sviluppare sul pianeta di arrivo. Poi la tecnologia migliora e vengono inviati semplici codici di DNA con le giuste informazioni per fabbricare esseri umani sul posto. Infine, all’ultimo secondo arriva la soluzione per far scappare dalla Terra esseri umani vivi. Così l’astronave Magellano, dotata del famigerato motore quantico, in trecento anni arriva su Thalassa con a bordo un sacco di persone ibernate. Voci di Terra lontana è la storia dell’incontro tra due civiltà che provengono dal pianeta Terra in tempi e modi diversi a distanza di secoli.

La storia è praticamente tutta umana, non ci sono alieni a parte uno scorpione di mare intelligente che viene studiato approfonditamente e che tuttavia rappresenta una certa "provocazione" dell'autore che immagina in quello scorpione il massimo dell'intelligenza extraterrestre che viene trovata in oltre mille anni di ricerca.

Non aspettatevi troppe evoluzioni della trama o colpi di scena di nessun genere. La lettura procede a un ritmo cadenzato in un doppio racconto alternato tra gli ultimi secoli della Terra e la vita su Thalassa, con qualche imprevisto interessante e le descrizioni della popolazione di Thalassa e dei progetti dell’astronave Magellano “ancorata” nello spazio fuori dal pianeta. Il libro è ovviamente un’occasione per Clarke di inserire il suo ascensore spaziale sul quale è basato uno dei suoi lavori più riusciti: Le fontane del paradiso.

mercoledì 24 novembre 2021

Gli strani casi di Ulysse Bonamy

Gli strani casi di Ulysse Bonamy è un ciclo letterario che finora si compone di quattro libri, ma ne arriveranno altri. Sono tutti ambientati nella Parigi degli anni Venti del Novecento, nello stesso universo narrativo de La casa delle conchiglie, romanzo che ha fatto salire alla ribalta lo scrittore Ivo Torello pochi anni fa.

La Parigi di Ivo Torello è una città sconosciuta ai più, o almeno a chi non è solito frequentare gli occultisti che segretamente ne tessono le trame. Ci sono, in questa Parigi segreta, luoghi magici che nascondono poteri sconosciuti e persone che li sanno maneggiare. Stiamo parlando di una realtà sotterranea che la gente comune farebbe meglio a non conoscere per mantenere la propria integrità, e infatti è proprio così.

In ogni caso i libri di Ivo Torello non sono affatto cupi, sono invece divertenti e leggiadri, non privi di una buona dose di ironia. A volte sessualmente espliciti, ma senza mai cadere nel volgare, sono disegnati sullo stile dell'indagatore dell'occulto. Ulysse Bonamy è infatti un personaggio poco raccomandabile che in qualche modo finisce sempre per improvvisarsi detective di casi che implicano l'esistenza di luoghi e cose al di là del reale propriamente conosciuto.

Nel caso de La gorgiera della contessa sanguinaria assistiamo a un giallo tendente al classico, con una ragazza rapita e da riportare a casa sana e salva. Ecco, questo romanzetto che si legge in due giorni sarebbe un classico giallo se non venissero introdotti nella storia oggetti magici come per esempio un anello che, una volta indossato, rende visibile a qualcun altro tutto quello che facciamo.

In L'harem delle vergini dannate il nostro Bonamy si introduce come lavoratore in un collegio di ragazzine per indagare su oscuri rituali sessuali che vengono presumibilmente perpetrati all'interno. Il nostro indagatore correrà grossi rischi non tanto per salvare le ragazzine quanto per aiutare un suo amico a scagionarsi dall'ingiusta accusa di essere l'artefice delle violenze che gira voce avvengano nel collegio. Anche in questo caso lo stile è grosso modo quello del giallo classico, tanto da avere tra i protagonisti anche il commissario Sarcelle, personaggio che ricorda molto l'ispettore Bloch del fumetto Dylan Dog.

Il maledetto paese che puzzava di pesce è invece già qualcosa di diverso. Uno scultore di nome Morleu deve completare la scultura di una creatura chiamata Dagon (e questa è solo una delle citazioni lovecraftiane presenti nel ciclo). Per poterlo fare è necessario che Ulysse Bonamy si introduca in un certo paese della costa sud della Francia, ai confini con l'Italia, per prendere la cosiddetta coda del leviatano, un oggetto magico nascosto nelle profondità di un luogo che si rivelerà magico esso stesso.

In Estasi e tormento a Montmartre assistiamo a un colossale scontro tra "titani". In qualche modo diversi occultisti vengono messi l'uno contro l'altro e si scatena una guerra tra "maghi" che solo alla fine rivelerà i veri artefici e il vero motivo di tanta avversità. È evidente che in questo libro Ivo Torello non riesce a rendere pienamente perché la storia avrebbe meritato una lunghezza maggiore. Non a caso l'autore ha deciso che il prossimo volume, il quinto, sarà di lunghezza decisamente più lunga: qualcosa bolliva già in pentola.

Come in ogni ciclo che si rispetti, nei vari episodi vengono riproposti gli stessi personaggi, così che si finisce con l'appassionarsi a loro. In Estasi e tormento a Montmartre i personaggi sono presenti quasi tutti insieme, a formare una specie di Avengers non della Marvel ma delle Edizioni Hypnos.

Ivo Torello non ha scritto molti romanzi ma quelli che ha prodotto sono indimenticabili. Uno di questi è La casa delle conchiglie, che parla di una villa parigina dove aveva sede, nell’800, il più osceno ma anche raffinato e richiesto bordello che il mondo abbia mai avuto. La storia di quel bordello è quasi sconosciuta e forse è meglio così, considerando gli sconvolgenti segreti che la villa tiene custoditi tra le sue mura. Veniamo finalmente a conoscenza dei meravigliosi orrori che sono avvenuti nella casa grazie a Ivo Torello, che, senza censura alcuna, racconta delle orge e stregonerie che un tempo avvenivano lassù, a livello della collina a nord di Parigi chiamata Montmartre, dove appunto la villa era dislocata. Come già detto, il ciclo di Ulysse Bonamy si ambienta nello stesso universo narrativo de La casa delle conchiglie.

Altro romanzo di Torello, meno conosciuto ma di estremo valore, è Predatori dall'abisso. Nel 1890, in una località della Scozia accadono fatti misteriosi e orripilanti. Indefinibili ombre si intravedono nei boschi. I guai cominciano dopo che un paleontologo si stabilisce nel paesino per degli studi altrettanto misteriosi. L’intensità dell’opera, dove ogni frase pare scritta come se fosse l’ultima, è una delle qualità che si apprezzano di più. Lo stile elegante, l’atmosfera azzeccata e ben descritta, lo svelare a poco a poco il grande mistero che aleggia sin dalle prime pagine sono alcuni fra gli elementi che rendono questo manoscritto degno di rilievo. Predatori dall’Abisso è un romanzo di fantascienza diverso. In esso mistero, meraviglia, scienza, orrore e avventura si uniscono per dare un libro intrigante e spassoso.

Torello è un esempio di ottima narrativa weird italiana. Come afferma in una sua intervista, egli rivendica da sempre la supremazia della narrativa di genere fantastico e sostiene che gli scrittori italiani non abbiano nulla da invidiare agli autori stranieri. Lui, è il caso di dirlo, ne è un esempio lampante.

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Nota: questo articolo è già uscito il 9 giugno 2021 sul sito Cronache di un sole lontano.

lunedì 22 novembre 2021

Libri per bambini: il caso di Oliver Jeffers


Se siete interessati ai libri per bambini tenete d'occhio Oliver Jeffers e i suoi libri strani e intelligenti. Mio nipote dice che è troooooppo divertente e io sono d'accordo con lui. Al momento ho letto un paio dei suoi "libri", presi entrambi in biblioteca. Ho scritto libri tra virgolette perché in realtà sono libretti che si leggono in due minuti anche se mio nipote li rilegge in continuazione, possibilmente insieme a qualcuno per ridere in compagnia.


Uno dei libri di cui vi vorrei parlare è "Nei guai". È la storia di un bambino il cui aquilone si è impigliato tra i rami di un albero. Il bambino lancia la sua scarpa per far cadere l'aquilone ma si impiglia pure la scarpa. Così prende una scala ma invece di usarla per salire la lancia e si impiglia anche quella sull'albero. Poi il bambino ha una grande idea ma lancia anche quella, e così via in un circolo vizioso assurdo che vede il lancio di cose sempre più inverosimili come barche, balene, gatti, pompieri eccetera, tutti impigliati sull'albero. Vi giuro che mi sono divertito anch'io. Jeffers è un grande.


Un altro libro è "Gli ughi e la maglia nuova". Gli ughi sono dei personaggi inventati da Jeffers e che sono tutti uguali come i minions. A un certo punto uno degli ughi si diversifica indossando un maglione colorato. Ma il maglione, inizialmente segno di ribellione e diversificazione, finisce col diventare di moda tra gli ughi che, volendosi tutti differenziare, tornano a essere tutti uguali.

giovedì 11 novembre 2021

Racconti elettronici: "La funzione silvestre" di Francesco Corigliano

Riprende la rubrica sui racconti che si trovano in ebook a pochi euro sugli store online. "La funzione silvestre" di Francesco Corigliano è uno di quelli che vale la pena leggere in un mare di racconti tra i quali è difficile districarsi. La casa editrice che ha pubblicato questo racconto è la Hypnos, quindi si tratta di una storia horror o, per meglio dire, weird.

Di cosa parla "La funzione silvestre"? Parla di uno scrittore che per trarre ispirazione per il suo nuovo romanzo si ritira in una casetta in montagna. Sin da subito però cominciano ad avvenire cose strane intorno alla casa. O meglio, si verificano degli incontri strani, che siano esseri umani o animali. Gli incontri sono assai inquietanti, l'atmosfera è cupa e anormale.

Già, anormale. Questo è il termine con il quale si può definire il racconto di Francesco Corigliano. Le sue parole sono intrise di anormalità. L'anormalità regna sovrana sin dall'inizio, con estrema efficacia narrativa. Di fronte a questa capacità di rappresentare l'anormalità, di suggestionare attraverso di essa, gli amanti del bizzarro potrebbero facilmente apprezzare il racconto qui presentato.

mercoledì 10 novembre 2021

Brain damage (1988)


Ho passato un'altra piacevole serata davanti alla tv in compagnia di Brain damage, bellissimo film horror anni 80 di cui non ci sono tracce della versione italiana (l'ho visto in inglese). 

È la storia di un ragazzo che entra in simbiosi con una creaturina che gli fornisce benessere mentale attraverso una puntura nel cervello. In cambio, però, la creatura li deve mangiare, i cervelli.

Se riuscite a vedere certi film col giusto distacco ve lo consiglio. Se siete particolarmente sensibili, fate come se non vi avessi detto nulla. A me purtroppo 'ste cose piacciono e non ci posso fare niente.

Il film può suscitare risate isteriche in alcune scene memorabili ma è sostanzialmente drammatico dal mio punto di vista. Il ragazzo è in pratica un tossicodipendente che ha bisogno della creatura per stare bene e non avere effetti spiacevoli dovuti all'astinenza. Questo gli incasina la vita.

L'edizione Arrow Video è vietata ai minori

Il mostriciattolo parassita è un capolavoro degli effetti speciali ed è assai curioso come personaggio in sé. Farebbe anche tenerezza se non fosse un bastardo infinito che sfrutta gli esseri umani da secoli.

In definitiva Brain damage è un film di fantasia che però è molto serio, nel senso che non è puramente di evasione, c'è del vero in quello che racconta e trasmette emozioni vere. Inoltre non è esclusivamente estetico e non mostra le sue scene sanguinolente solo per un banale gusto sadico.

Brain damage è uno dei migliori film visti quest'anno. Cos'ha di speciale questo film oltre a quello detto finora? È folle e imprevedibile, riesce a sorprenderti scena dopo scena, è originale ancora oggi, è ben curato nei particolari.

Consigliato? Sì. Adatto a tutti? No.

domenica 7 novembre 2021

A 30 milioni di Km dalla Terra: da Venere a Roma è un attimo


Un razzo spaziale proveniente da una missione esplorativa su Venere viene colpito da una meteora durante il ritorno sulla Terra e si schianta in mare sulle coste della Sicilia. Alcuni pescatori siciliani assistono alla scena, aprono il portello dell'astronave e mettono in salvo gli uomini a bordo. Nel razzo viene trovato anche un cilindro con dentro una specie di larva. Un bambino vende il cilindro a uno zoologo in cambio dei soldi sufficienti a comprare un cappello da cowboy. Lo scienziato accudisce l'organismo che, sin da subito, cresce a contatto con l'aria della Terra, scappa e inizia a far danni. Nel frattempo giunge in Sicilia una delegazione americana che riesce a catturare il mostro (una specie di dinosauro) e a portarlo al giardino zoologico di Roma, dove viene immobilizzato e studiato per capire come sopravvivere su Venere in vista di una eventuale colonizzazione umana ai fini di sfruttare le risorse del pianeta. Il mostro si libera e inizia di nuovo a far danni, passando meravigliosamente tra le più grandi attrazioni di Roma. A quel punto i suoi inseguitori sono divisi tra chi lo vuole catturare vivo e chi lo vuole ammazzare.

Questo carinissimo film del 1957 è abbastanza raro (quanti film di fantascienza sono ambientati in Italia?), è più intelligente di quanto sembri e piacerà sicuramente agli amanti dei mostri.

sabato 6 novembre 2021

Vivarium: una vita priva di senso (ma molto logica)


Giudizio personale: film moderatamente consigliato. Avvertenze: è inquietante. Di seguito la trama.

Una giovane coppia sta cercando casa ed entra in un'agenzia immobiliare abbastanza strana per i modi di fare del commesso. Nonostante tutto, i due fidanzati si affidano all'agenzia e giungono così nell'abitazione. Una volta arrivati lì, però, non riescono più a uscire dal quartiere, uno di quei quartieri con le case tutte uguali che vediamo spesso nei film americani. Ovunque ci si sposti si torna magicamente (e orribilmente) sempre alla propria abitazione. I ragazzi sono intrappolati in una specie di nuova dimensione, hanno del cibo che non sa di niente e tutto l'occorrente per vivere, ma quella non è più vita. A un certo punto viene lasciato davanti all'abitazione un neonato che, crescendo, dimostrerà subito di essere freddo e apatico. Ciò nonostante i due non possono far altro che allevarlo e nutrirlo, anche perché un messaggio al momento dell'abbandono del piccolo dice che allevando il ragazzo avranno la salvezza. La nuova insensata vita della coppietta viene subordinata a quella del ragazzo che, come si vedrà, segue una logica ben precisa.

Film dalle spiccate caratteristiche esistenziali, Vivarium non lascia affatto indifferenti.

mercoledì 3 novembre 2021

"La casa dalle finestre nere" di Clifford D. Simak


Una casa solitaria abitata da Enoch, un uomo solitario, viene scelta dalla ignota (ai terrestri) civiltà galattica per essere adibita a stazione spaziale di transito. Quando Enoch è dentro l'abitazione non invecchia, così passano tanti decenni e lui rimane ancora abbastanza giovane. Ciò lo rende ancora più isolato dai pochi ma timorosi vicini e attira su di sé le ricerche dei servizi segreti. Nessuno è mai entrato nella casa, qualcuno ha provato a fracassarne i vetri delle finestre ma senza risultato: la costruzione è indistruttibile. Enoch viene considerato l'unico essere umano degno di interlocuzione ed è ufficializzato come rappresentante della Terra, pianeta giudicato ancora troppo incivile per far parte della comunità galattica. Enoch sa benissimo che la civiltà galattica è in possesso di conoscenze mediche e scientifiche che potrebbero salvare l'umanità e ha quindi molto a cuore la sorte della sua specie. Quando i servizi segreti disseppelliscono e portano via un alieno seppellito accanto alla casa, le cose si mettono male per l'umanità, ma Enoch vuole salvare i suoi simili a tutti i costi.

L'opera di Clifford D. Simak merita assolutamente di essere letta, il libro è altamente consigliato anche se non è ai livelli del suo Anni senza fine. Ma poi, pensandoci bene, i due libri sono veramente paragonabili?

martedì 2 novembre 2021

Freaks Out è un film di livello planetario

Freaks Out - film


Sarò emotivamente fragile eppure guardando Freaks out mi sono commosso. Ho avuto sensazioni che non provavo da tanto tempo, compreso il tremendo dispiacere che il film, a un certo punto, sia dovuto finire. 

Non me la sento di entrare nell'aspetto tecnico, però penso che l'impatto che il film di Gabriele Mainetti ha avuto su di me sia stato più forte di Dune. Con questo non voglio aprire uno scontro con i fan di Dune, la mia è una opinione abbastanza personale quindi prendetela con le pinze. 

Freaks out gioca continuamente con il cuore degli spettatori, passando rapidamente dal drammatico al divertente, dalla tristezza alla contentezza. Gli effetti speciali non sembrano italiani, e il film sembra destinato ad avere un impatto planetario (staremo a vedere).

Prima che qualcuno lo dica: sì, ci sono due o tre grossi difetti in questo film. Eppure mi ha stupito lo stesso.

Con questo vi saluto perché ultimamente sono di poche parole.

giovedì 1 luglio 2021

L'uomo che vedeva gli atomi: l'insensata meraviglia della fantascienza anni 50

L'uomo che vedeva gli atomi

Quasi del tutto privo di credibilità della storia, L'uomo che vedeva gli atomi (Out of This World, 1957, Urania Collezione 195) si basa su un'unica grande trovata: un uomo che, nonostante il fatto che non abbia mai aperto un libro, è dotato di un'innata intuizione verso la tecnologia e l'invenzione, così da essere in grado di costruire cose impossibili per chiunque altro, anche per lo scienziato più preparato che esista. 

Il libro di Murray Leinster è un buon rappresentante di quella fantascienza anni Cinquanta che creava cose magnifiche senza starle troppo a spiegare o giustificare, e che, per questo, è abbastanza unica data l'impronta più razionale della fantascienza contemporanea. 

L'uomo che vedeva gli atomi


In L'uomo che vedeva gli atomi una sola persona riesce a costruire in poco tempo un apparecchio rudimentale che inonda di radiazioni tutti gli Stati Uniti e in seguito va avanti così, invenzione dopo invenzione, tra il ridicolo e lo spassoso.

Come si è detto, l'idea di base - un uomo dotato di una capacità inventiva che è praticamente un superpotere - è fenomenale e poco importa se la storia diventa sempre meno credibile perché nascono continui e ripetuti problemi planetari (davvero troppi per essere plausibili) che minacciano gli Stati Uniti e che richiedono continue invenzioni del protagonista. 

Questo romanzetto sarebbe inaccettabile se fosse scritto ai giorni nostri, ma con un occhio al passato e la capacità di meravigliarsi senza starci troppo a pensare diventa un'opera a suo modo molto carina e divertente.

Curiosità: in nessuna parte del libro si dice che l'uomo vede gli atomi. La sua è solo una straordinaria capacità inventiva.

mercoledì 16 giugno 2021

L'uomo invisibile: un film, tre generi

L'uomo invisibile (film 2020)

Dopo aver visto L'uomo invisibile (2020) si rimane con la consapevolezza di non aver visto un film indimenticabile, anzi l'impressione dominante è che il livello sia complessivamente medio o addirittura basso. 

Tuttavia c'è un aspetto di cui bisogna necessariamente tenere conto se siamo spettatori attenti e coscienziosi. L'aspetto di cui si parla conferisce a L'uomo invisibile una medaglia di unicità e se vogliamo anche di stranezza, due caratteristiche sufficienti a renderlo un film non proprio così banale come potrebbe sembrare.

L'uomo invisibile (film 2020)

Ebbene, la storia parla di una donna che scappa dal compagno violento. A un certo punto si scopre che l'uomo è morto e lei tira un sospiro di sollievo finché non si accorge che qualcosa, forse lo spirito del defunto, inizia a perseguitarla. A questo punto il film è un horror a tutti gli effetti. Ma poi assume le fattezze di almeno altri due generi: il thriller e la fantascienza.

Ed è questo il grande valore di un film che tutto sommato non vincerà certo lo straccio di un Oscar. Al di là del discutibile valore complessivo, il modo in cui vengono mescolati i generi è magistrale e non ha molti altri casi cinematografici che vantano la stessa qualità.