sabato 14 dicembre 2019

The Irishman, nulla di nuovo ma più vero del solito


The Irishman di Martin Scorsese è l'ennesimo film di mafia. Un susseguirsi di cose già viste, compresi gli attori (Robert De Niro, Al Pacino, Joe Pesci, più altre comparse tra i volti noti nei film di mafia prodotti in passato). Un film per nostalgici e appassionati di un genere che non è mai passato del tutto di moda ma che da tempo ha perso la gloria di una volta. Una gloria che passa per film di culto come C'era una volta in America, Il padrino e Quei bravi ragazzi (dello stesso Martin Scorsese).

La novità di The Irishman è che è tratto da una storia vera. Tutti i personaggi sono realmente esistiti (basta fare un rapido controllo online per verificarlo) e il film non è tratto da un romanzo, come poteva essere per Il padrino, ispirato al libro omonimo di Mario Puzo, bensì da un saggio vero e proprio scritto da Charles Brandt e intitolato I Heard You Paint Houses (The Irishman nell'edizione italiana).

Basterà la documentazione, la verità, che c'è alla base dell'ultimo lavoro di Martin Scorsese, a vincere la sensazione di assistere a una storia già vista? Non è affatto scontato, anche se con The Irishman entrano in gioco dei mostri sacri del cinema di mafia.

8 commenti:

  1. Purtroppo da noi è passato troppo velocemente, e non siamo riusciti a vederlo. Spero di recuperarlo, perché, se anche nulla di nuovo, come dici tu, qeui mostri sacri tra regista e attori, fanno sempre scattare qualcosa che si avvicina al grande cinema.

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    1. Ma infatti nonostante le sue 3 ore e mezzo l'ho visto tutto con abbastanza interesse.

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  2. Forse è come C'era una volta il west: il punto definitivo su un genere.
    Devo ancora vederlo :)

    Moz-

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    1. Chissà. Se non è il punto definitivo ci siamo quasi.

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  3. Non il miglior film di Scorsese, ma un ottimo film senza dubbio

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    1. Dicevo per l'appunto che nonostante le sue 3 ore e mezzo si lascia guardare bene

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  4. Anche Quei bravi ragazzi è tratto da una storia vera :)
    Detto questo, sono una di quei vecchi nostalgici (nonostante non abbia ancora 40 anni) che adorano il genere e che ritiene che Scorsese sia uno dei suoi più abili cantori; in questo caso, ha chiuso un cerchio iniziato con Quei bravi Ragazzi (anzi, forse ancora prima con Mean Streets) e proseguito con Casinò, quindi non posso fare altro che adorarlo com'è giusto.

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