sabato 4 aprile 2020

I racconti di Arthur C. Clarke: "Viaggiare via cavo"


"Viaggiare via cavo" ("Travel by Wire!") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1937 nel quale uno scienziato improvvisa la narrazione di una scoperta tecnologica che il suo team ha realizzato. Anche se l'invenzione è di fatto il teletrasporto, nella storia si chiama radiotrasporto. Siamo pur sempre nel 1937 e forse la terminologia del tempo era diversa.

La vicenda della scoperta viene raccontata a partire dalle fasi di ricerca fino all'applicazione del radiotrasporto via cavo in tutto il mondo. Se ne raccontano i problemi e i successi, che in qualche modo fanno un po' ridere, sia per la maniera in cui lo scienziato narra i fatti da lui sperimentati sia per l'assurdità intrinseca dei fatti stessi.

Ecco un passo abbastanza divertente:

"Era chiaro che era venuto il momento in cui uno di noi doveva provare l'apparecchiatura. E così pensammo che il soggetto più adatto fosse il professor Kingston, che insegnava greco o qualcosa di altrettanto assurdo al centonovantasettesimo piano. Lo attirammo nel trasmettitore usando come esca un volume di Omero, accendemmo il campo e dallo strepito che si sentì dal ricevitore capimmo che era arrivato sano e salvo e in pieno possesso delle sue facoltà, quali che fossero. Ci sarebbe piaciuto imbalsamare anche lui [come le altre cavie, nda], ma non si riuscì a combinare."

In definitiva ne risulta una narrazione piuttosto simpatica. Una qualità, questa, che seppure nei fatti riesce ad appartenere allo scrittore (questo racconto è un esempio lampante) non è tra le sue caratteristiche più note. Vedremo più avanti nei prossimi racconti se la comicità narrativa si ripresenterà di nuovo, e quanto spesso, e in quali modi.

***

Il racconto è il primo dell'antologia completa di Arthur C. Clarke, uscita in due forme, sia con la collana Urania in quattro volumi dal titolo Terra e spazio, sia in un volume unico in libreria intitolato semplicemente Racconti. Per quanto riguarda Urania, "Viaggiare via cavo" è presente nel Volume 1 dell'antologia Terra e spazio (Urania Collezione 197). La traduzione del racconto qui presentato, in entrambe le uscite editoriali è di Marco Paggi.

8 commenti:

  1. Si vede che non mi faccio un giro in Libreria da un po' di tempo, ahimè. Questo non potrà mancare nella mia collezione di Oscar Draghi...

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    1. Io le cose grosse preferisco leggerle divise in volumi più piccoli, così ho preso i quattro volumetti quando sono usciti in edicola. Però il volumone in libreria è davvero bello.

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    2. Sì, i volumetti piacciono anche a me, anche perché sono decisamente più fruibili. In questi giorni sto leggendo l'Oscar Draghi di Bradbury (anche se sono quasi tutte riletture), e mi si sta slogando un polso :D
      Ma come hai detto tu, l'effetto in libreria è fantastico...

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    3. Ti rivelo un segreto. Hai presente i racconti di Edgar Allan Poe? Li ho letti suddivisi in volumi più piccoli, ma siccome mancavano all'appello 13 racconti ho comprato anche il Drago Mondadori con tutti ma proprio tutti i racconti.

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    4. Idem. Ho tanti volumi e volumetti di Poe come di Lovecraft, e alla fine di entrambi ho preso anche i "volumoni" Modandori :D

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  2. Ho visto anch'io in vendita il tomone degli Oscar Draghi, prima o poi un pensierino ce lo faccio.

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