giovedì 21 maggio 2020

Arthur C. Clarke: "Terra e spazio" volume 1 (racconti dal 1937 al 1950)


In tempi recenti è stata finalmente pubblicata in Italia la raccolta di racconti di Arthur C. Clarke più completa che esista. Prima del volumone unico intitolato semplicemente Racconti, in edicola è uscita - per la collana Urania Collezione - la stessa antologia suddivisa in quattro volumi e intitolata Terra e spazio. In questo articolo parliamo del primo volume, che presenta i racconti pubblicati dal 1937 al 1950.

Già da quanto si evince in questa prima fase della sua carriera di scrittore Clarke aveva molto a cuore la scienza e gli scienziati, tanto da metterli al centro dei suoi racconti. Oltre a mettere spesso la scienza all'apice delle sue storie, gli stessi scienziati sono dei veri e propri protagonisti delle vicende. Lo si vede sin dall'inizio, per esempio nei racconti Viaggiare via cavo e Come andammo su Marte, due racconti stranamente umoristici (Clarke non è famoso per la simpatia delle sue storie). 

Nel primo caso uno scienziato racconta la scoperta del teletrasporto realizzata con il suo team di ricerca. Nel secondo racconto invece si parla di un gruppo di scienziati che arriva accidentalmente su Marte a bordo di un razzo e ha così un incontro ravvicinato con i marziani. Ma l'elenco di storie con la scienza e gli scienziati è lungo, dal primo all'ultimo racconto intitolato La freccia del tempo, una storia sui viaggi nel tempo con protagonisti un gruppo di fisici e geologi.

"Come andammo su Marte" non è il solo racconto che parla di Marte e marziani. Dal 1937 al 1950 l'immaginario alieno di Clarke sembra appunto incentrato sul Pianeta Rosso così come su Venere, evidentemente due pianeti che in quel determinato periodo storico erano più papabili per ospitare la vita o per essere colonizzati. I racconti che citano la vita su Marte, oltre a "Come andammo su Marte", sono per esempio K.15, Fatta la legge e Ritirata dalla Terra.

Emblematici sono "Fatta la legge" e "Ritirata dalla Terra", due racconti in cui i marziani vengono a disturbare la Terra e sono costretti a ripensarci, quando non vengono addirittura distrutti dai terrestri.

Il pianeta Venere compare in almeno due racconti, Aria per uno e Lezione di storia. Nel primo esempio si cita Venere come pianeta da poco colonizzato, quindi abitabile. In "Lezione di storia" si presentano i venusiani come alieni intelligenti che vengono a visitare un pianeta Terra desolato, la cui specie, quella umana, si è praticamente estinta.

Clarke, almeno in questa prima fase, si dimostra più che altro un maestro dei racconti lunghi. Sono infatti le storie tra le venti e le cinquanta pagine ad andare per la maggiore. Salgono sul podio i racconti: Il leone di Comarre (49 pagine), Spedizione di soccorso (30 pagine) e Angelo custode (30 pagine). "Il leone di Comarre" è simile, nello spirito, al romanzo La città e le stelle ma non c'entra niente con esso. Parla infatti di una civiltà umana del futuro molto evoluta ma stagnante, dove un giovane aspirante scienziato (a proposito di scienziati nelle storie di Clarke) si fa promotore di un nuovo progresso contrariamente ai dettami della società.

"Angelo custode" è famoso per essere il racconto da cui è stato tratto il romanzo Le guide del tramonto, da molti ritenuto l'apice della narrativa di Clarke. "Spedizione di soccorso" è la storia di una spedizione multietnica aliena volta a salvare i terrestri dall'esplosione del Sole. Ma gli umani non ci sono, il pianeta è deserto, e ci sarà un bel finale a sorpresa. Il racconto è famoso anche per aver dato il titolo a una antologia di racconti di Clarke del passato.

Per concludere meritano di essere citati due racconti scritti nel 1947 che narrano un improbabile incontro tra esseri umani e forme di vita aliene composte chimicamente e fisicamente in maniera totalmente diversa da noi. Dato che non possiamo immaginare forme di vita che non rispecchino la struttura basata sul carbonio - come tutti gli organismi terrestri - un tale incontro sarebbe, oltre che improbabile, anche ad alto rischio di incomprensione o di incidente. Clarke prova a immaginarlo nei racconti Un fenomeno chiamato vita e I fuochi dentro. Nel primo caso la descrizione della vita estranea è decisamente più chiara: abbiamo infatti a che fare con un alieno a forma di nube ionica invisibile a occhio nudo.

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