mercoledì 28 ottobre 2020

It, di Stephen King: eterni bambini contro il mostro

It, Stephen King

Stanley (Stan) Uris, Richard (Richie) Tozier, Benjamin (Ben) Hanscom, Edward (Eddie) Kaspbrak, Beverly (Bev) Marsh, William (Bill) Denbrough, Michael (Mike) Hanlon. Sono ancora dei ragazzini nel 1958, quando conoscono il Male nella città di Derry, nello stato del Maine, negli Stati Uniti. Un male che assume tante sembianze, tra cui quella di un clown con i denti aguzzi, che uccide i bambini e gli adolescenti. Ventisette anni dopo, nel 1985, Mike Hanlon chiama a raccolta i suoi vecchi compagni di scuola, ormai adulti, che a suo tempo si erano promessi di dare il colpo di grazia al mostro nel caso si fosse ripresentato.

It è la storia di una promessa solenne, resa ancor più solida dal fatto che è stata sancita in un’età speciale, quella che ricade intorno ai dieci anni. Un’età dove si conosce per la prima e forse l’unica volta un profondo senso di amicizia e di lealtà verso gli altri. È l’età della prima volta di tante cose. I primi innamoramenti, la prima vera amicizia appunto, il primo libro letto e in generale le prime grandi esperienze della vita vissute con una vera coscienza emotiva.

It racconta anche e soprattutto di quell’età e di quanto in essa l’immaginazione sia più viva che mai. Ma il libro di Stephen King ricorda anche il rischio che con l’età adulta ci si indurisca e ci si inaridisca. Spesso capita, è vero, ci inaridiamo. Ma ciò non accade ai nostri sette piccoli-grandi protagonisti. Ecco perché, anche se nel 1985 sono adulti ultratrentenni, continuano a vedere il mostro e possono potenzialmente ancora sconfiggerlo.


Nonostante il libro alterni fino alla fine le vicende dei bambini a quelle degli adulti tornati a Derry per fare il mazzo al clown ventisette anni dopo, è così evidente che i protagonisti hanno mantenuto la loro fanciullezza che si fa difficoltà a immaginarli davvero grandi quando si parla di loro nel 1985. Non a caso è lo stesso It a definirli “uomini-bambini” a un certo punto della storia. E non a caso It ritorna ciclicamente ogni ventisette anni, in modo che i bambini che hanno avuto la sventura di conoscerlo non possano ricordarsi di lui una volta passato del tempo e diventati adulti. Stavolta, però, It non ha fatto i conti con degli eterni bambini pronti a tutto per toglierlo di mezzo una volta per sempre.

Ma cos’è veramente It? Di sicuro non è solo un clown. Assume tantissime forme, tante quante sono le fantasie di un ragazzino. Ma è anche la rappresentazione del male nel senso più ampio del termine. Non a caso It si manifesta nello spietato bullo Henry Bowers o nel padre violento di Beverly. Il mostro in questione non è solamente un clown mangia-bambini, rappresenta qualcosa di più profondo. Bill e compagni, nell’affrontare il mostro affrontano il male nel senso più assoluto che esista, inteso anche come il male che abbiamo dentro. 

It di Stephen King è il capolavoro di un’utopia realizzata che nasce e cresce nel fantastico mondo di un bambino di dieci anni e che a volte (caso raro) si perpetua nell'adulto. Quando questo succede, avviene il miracolo.

10 commenti:

  1. Concordo con la tua visione.
    IT è un'opera sul sognare (incubi) a occhi aperti, la fantasia che pian piano svanisce, perché non c'è più quell'età così magica (la stessa cosa è raccontata in Stand by me, dopotutto).
    Insomma, una metafora orrorifica dove la paura più grande è perdere tutto crescendo, quel che ci tocca sempre, ahimé.

    Moz-

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sì il senso è quello, e non è facile farlo capire appieno nel film, anche se è un gran film

      Elimina
  2. Che bello tornare a rileggerti.
    Romanzo che amo immensamente, anche se non lo rileggo da molti anni.

    RispondiElimina
  3. Capolavoro assoluto. Una storia straordinaria, che racconta come poche altre la magia dell'infanzia. IT, come hai scritto, non è soltanto "il clown". IT è il male in tutte le sue forme. Uno dei pochi romanzi che ho avuto il piacere di leggere due volte. E, chissà... prima o poi ci scapperà la terza.

    RispondiElimina
  4. Non ho mai letto il romanzo, tuttavia ho visto le trasposizioni cinematografiche, che sono di grande impatto, King ha scritto qualcosa di unico ed incredibile.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Invece io mi devo rivedere il primo film (non lo vedo da quando ero bambino) e non ho ancora visto l'ultimo. Però ricordo che il film era fatto bene.

      Elimina