domenica 22 novembre 2020

I racconti di Arthur C. Clarke: Silenzio, prego

"Silenzio, prego" ("Silence, Please") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1950.

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A ridosso del Tamigi c'è un locale non facile da raggiungere che si chiama Cervo Bianco.

I frequentatori del Cervo Bianco appartengono a tre categorie. Prima di tutto ci sono i giornalisti, gli scrittori e gli editori. Poi il locale è frequentato da scienziati di ogni genere. La terza categoria è composta da "profani avidi di cultura", che apprezzano a tal punto la compagnia e le conversazioni da frequentare regolarmente il locale, soprattutto il mercoledì, che è il giorno di riunione.

Durante una delle tante conversazioni un ospite del locale chiede scherzando se c'è un modo di chiudere la bocca a un certo Bert Huggins. Puntualmente un tale di nome Harry Purvis dice che un modo ci sarebbe. Così racconta la storia della malaugurata invenzione di un apparecchio chiamato silenziatore Fenton, ideato da un uomo di nome Rupert Fenton. 

Fenton è una persona molto ingegnosa nel costruire cose che, però, non funzionano quasi mai bene perché Fenton non è un vero inventore: egli non conosce la teoria, anche se possiede grande intuito e manualità.

Ne viene fuori un racconto strano e suggestivo, di quelli che, se ascoltati dal vivo, occupano bene il tempo trascorso in compagnia. L'idea del Cervo Bianco e delle storie che vi si raccontano è una bella trovata di Clarke e il locale oggetto di questo racconto è abbastanza unico perché è frequentato da scienzati che raccontano fatti di scienza, ma di una scienza inventata e quindi assimilabile alla fantascienza.

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