giovedì 24 dicembre 2020

I racconti di Arthur C. Clarke: Giove Quinto

"Giove Quinto" ("Jupiter Five") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1953.

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Il professor Forster parte con l'astronave Arnold Toynbee con a bordo sette persone. Il professore è convinto di trovare tracce di una civiltà aliena chiamata Cultura X su un satellite gioviano chiamato Giove Quinto, il più interno tra i satelliti di Giove.

L'origine della Cultura X è un mistero ancora irrisolto. Si sa che su Marte sono presenti le tracce di ben due civiltà, entrambe scomparse da cinque milioni di anni. Una delle razze - vissute tra loro pacificamente - era di tipo insettoide mentre l'altra assomigliava vagamente a dei rettili. I rettili intelligenti, giunti su Marte più tardi, corrispondono alla Cultura X. 

I rettili erano in grado di viaggiare nello spazio dato che le loro città a forma di croce sono state rinvenute anche su Mercurio.

Al contrario della teoria "convenzionale", che ritiene che i rettili siano nati sui satelliti del Sistema solare e si siano estinti insieme alla razza marziana, il professore ritiene che la Cultura X sia giunta dallo spazio interstellare.

Ed ecco il punto: Forster è convinto che su Giove Quinto si possa trovare la risposta a tutti gli enigmi della Cultura X.

Quando arrivano sul satellite, gli studiosi scoprono che la sua superficie è interamente metallica e che in realtà si tratta di una gigantesca astronave abbandonata larga trenta chilometri. Al loro interno si trovano, tra le varie cose, un lago artificiale e una statua raffigurante un rettile intelligente.

Insieme alla Arnold Toynbee giunge sul "satellite" un'altra astronave con a bordo, tra gli altri, uno scrittore di nome Mays. Quando a un certo punto la statua scompare, i primi indiziati sono Mays e la sua truppa.

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