giovedì 31 dicembre 2020

I racconti di Arthur C. Clarke: Il mattino del quarto giorno

 

"Il mattino del quarto giorno" ("No Morning After") è un racconto di Arthur C. Clarke del 1954.

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Gli intelletti del pianeta Thaar trasmettono nello spazio il loro pensiero, cercando disperatamente un essere umano, uno solo, la cui mente sia in grado di percepire la loro presenza. Così, guidati dalla mano stessa della fortuna, incontrano William Cross.

Cross è un uomo che ama la fantascienza e ne conosce gli elementi fondanti. Ha la testa tra le nuvole, tanto che a lavoro gli dicono che lui deve progettare missili, non astronavi.

Quando gli alieni entrano in contatto con lui telepaticamente lo informano che il sole esploderà tra tre giorni. Niente può fermare la reazione a catena, ma i thaariani possono aprire dei portali dimensionali sulla Terra per far scappare gli esseri umani.

William capisce cosa vogliono dire, però non gli vuole dar retta. L'umanità sta per scomparire? Meglio così, risponde lui a quella che ritiene un'allucinazione a cui credere o meno. L'apocalisse sarebbe la soluzione migliore a un'infinità di miseria e di infelicità, dice. Nessuno dovrà più occuparsi dei russi e della bomba atomica e dell'alto costo della vita, aggiunge William, insieme ad altre considerazioni pessimistiche in favore dell'estinzione.

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