venerdì 19 febbraio 2021

I mercanti dello spazio: la fantascienza sociologica di Frederik Pohl e C. M. Kornbluth

I mercanti dello spazio

Due potenti agenzie pubblicitarie si contendono la vendita dell'intero pianeta Venere. Il globo è pronto per essere riempito da una nuova e proficua massa di coloni-consumatori. La sregolatezza del liberissimo mercato viene portata alle fantascientifiche conseguenze nel mondo futuro disegnato da Pohl e Kornbluth.

I mercanti dello spazio (1952) è tra i migliori romanzi di fantascienza sociologica. Ai drammatici temi della pubblicità esasperante e del consumismo estremo si affianca l'approccio ironico degli autori, per un'opera che ha tutte le sembianze della satira più piccante e briosa. Gli importanti, e a loro modo seri, messaggi a sfondo sociale sono ben inseriti all'interno di una storia assai vivace e ricca di colpi di scena.

Gli aspetti interessanti sono molteplici. Innanzitutto la situazione del fantomatico pianeta Terra, un pianeta sfruttato fino allo stremo a discapito dell'ambiente e della popolazione mondiale, sempre indicata come "i consumatori", i quali non sono più considerati dalle grandi corporation che governano il mondo come esseri umani bensì come entità subumane da sfruttare per i loro tornaconti economici e da spolpare fino all'ultimo spicciolo. Nel mondo del futuro i governi non sono altro che dei maggiordomi al servizio dei colossi commerciali. Nessuna pietà neanche per i bambini, che vengono bombardati di messaggi subliminali anche a scuola, forgiandone le menti in vista dei loro acquisti futuri. 

I mercanti dello spazio
Coloro che si oppongono all'eccessivo sfruttamento del pianeta e alle pessime condizioni di vita, i cosiddetti Indietristi, sono dichiarati illegali. Le aziende possono competere tra loro anche con le armi. La pubblicità, il liberissimo mercato, vengono prima di ogni altra cosa, sono i valori più alti della società, divinità da venerare e alle quali sottomettersi.

Il protagonista de I mercanti dello spazio, da poco promosso come dirigente di una delle due principali agenzie pubblicitarie del pianeta, è uno che ha sempre fatto parte del sistema. Non lo sa, ma è anch'egli vittima del sistema malgrado si trovi dalla parte giusta della barricata. Disprezza gli Indietristi, cioè coloro che vorrebbero riprendere in mano i vecchi e più sani valori di rispetto dell'ambiente e della vita. La sua esistenza è completamente dedicata al suo lavoro di pubblicitario, il suo dio è la vendita del prodotto. Un prodotto da vendere con ogni mezzo possibile e immaginabile, senza limiti morali. 

Il bello inizia quando il nostro protagonista si ritrova immischiato in una cospirazione a suo carico che lo porta a perdere il suo status sociale di privilegiato per ritrovarsi in mezzo ai comunissimi "consumatori", individui sfruttati e sottopagati, in un ambiente lavorativo dove farsi prestare del denaro è facilissimo per cui alla fine resta indebitato fino all'osso e in pratica lavorerà soltanto per ripagare i suoi debiti. Lì, nella fabbrica di un prodotto chiamato "chicken" (che però non è pollo), entrerà per la prima volta in contatto con gli Indietristi e scoprirà molte cose nuove sul loro conto, e verrà fulminato sulla via di Damasco compiendo quella rivoluzione interiore che ritroviamo anche nella figura di Montag, protagonista del famigerato Fahrenheit 451.

Le opere sociologiche rappresentano più d'ogni altra il senso profondo della narrativa di fantascienza, come espresso egregiamente dal nostro Valerio Evangelisti:

«La fantascienza è un genere di evasione da cui non si evade. Ti proietta lontano, ma dove approdi ritrovi i problemi che avevi sperato di lasciarti alle spalle. Il lieto fine non è garantito, l'inquietudine è in ogni pagina». 

A tal proposito I mercanti dello spazio è un romanzo esemplare, dimostrando di essere davvero quel libro imperdibile di cui si parla.

2 commenti:

  1. Molto interessante, mi sono segnato il titolo per un possibile recupero.

    RispondiElimina