mercoledì 17 febbraio 2021

Love, Death & Robots: il trionfo dell'animazione digitale

Love, Death & Robots Netflix

È impressionante come alcuni episodi della serie tv Love, Death & Robots siano tratteggiati in maniera così sopraffina da sembrare dei film con attori veri, non prodotti di animazione. Ovviamente un occhio super attento si rende conto della differenza ma non è detto che lo faccia subito: l'inganno iniziale è possibile anche con la consapevolezza che si tratti di una serie interamente animata.

Due novità strutturali distinguono Love, Death & Robots dalla stragrande maggioranza delle serie tv che conosciamo. In primo luogo gli episodi durano pochissimo, anche meno di dieci minuti in alcuni casi. In secondo luogo la durata degli episodi è - udite udite - di lunghezza variabile. Se c'è da dire di più, l'episodio dura di più. Se c'è da dire di meno le storie durano meno. Tutto questo segue un concetto semplice che potrebbe essere applicato in maniera più massiccia alle serie tv del futuro.

Love, Death & Robots Netflix

Ma veniamo a un altro aspetto della serie. Non è cosa da poco il fatto che gli episodi siano tratti da racconti di scrittori affermati. Così, gli episodi "Beyond the Aquila Rift" (Oltre Aquila) e "Zima Blue" sono presi dai rispettivi racconti di Alastair Reynolds, che molti in Italia conosceranno per il ciclo fantascientifico della Rivelazione, uscito principalmente su Urania. Il simpaticissimo "When the Yogurt Took Over" (Il dominio dello yogurt) è invece tratto da un racconto di John Scalzi e "Fish night" (La notte dei pesci) è una storia di Joe Lansdale. 

Alla luce di quanto sottolineato c'è però da dire una sola e unica cosa. Ebbene, quel che si nota guardando Love Death & Robots è che l'animazione digitale è ormai arrivata a livelli inimmaginabili. Inutile negarlo: la produzione cinematografica interamente realizzata al computer è destinata presto o tardi a una crescita esponenziale. E il pubblico di oggi sembra ormai pronto per la rivoluzione.

6 commenti:

  1. L'ho amato tantissimo, tanto che spero arrivi presto una seconda serie di episodi (a marzo?). Scelta vincente, appunto, quella della durata variabile. Mi pare di averla finita in un paio di giorni... ;)

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  2. Segnata da tempo, ho un calendario da seguire ma il suo tempo arriverà ;)

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  3. La struttura sarebbe da applicare a tante serie tv dove certi episodi interi non sono che dei filler che allungano il brodo e basta

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