martedì 13 aprile 2021

La pazza trilogia del drive-in di Joe R. Lansdale

La trilogia del drive-in

Joe R. Lansdale è uno scrittore tutto da gustare, e chi lo leggesse per la prima volta lo troverebbe di sicuro una gran bella scoperta. La sua trilogia del drive-in è un horror abbastanza folle e demenziale per gli amanti delle storie dalla forma e dal contenuto strani in perfetto stile anni Ottanta. In tal senso il libro - che ne include tre - è un'ottima scelta, ma attenzione: contiene blasfemia, sesso, violenza e cannibalismo, anche se il tutto è improntato su un piano abbastanza ironico.

All'inizio della trilogia un gruppo di amici di giovanissima età si reca al drive-in per passare una notte speciale guardando film horror. Ma quella che sembra inizialmente la solita serata spensierata si trasforma in un vero incubo. 

La trilogia del drive-in

A un certo punto una cometa con tanto di faccina sorridente solca il cielo sopra il drive-in. Dopo il passaggio della cometa spariscono le stelle e la luna, e intorno al perimetro del drive-in c'è un insondabile vuoto che divora tutto. Da quel momento, la convivenza tra i partecipanti alla serata sarà tutt'altro che pacifica e quel che accadrà sarà a dir poco surreale.

La lettura della trilogia del drive-in è assai leggera, nonostante i suoi contenuti siano talvolta molto pesanti e occasionalmente non adatti ai minori. Le pagine scorrono come il vento e il libro si divora con estrema facilità anche perché si è molto curiosi di sapere come va a finire, di sapere che cosa c'è dietro il fenomeno capitato al drive-in e dietro tutte le stranezze che si vedono.

Per il resto, anche il modo di raccontare di Joe R. Lansdale deve aver inciso non poco sul successo dell'opera. La narrazione è asciutta e diretta, osservatrice distaccata più che giudicante, senza alcuna pretesa poetica, e le descrizioni sono brevi ma efficaci nel tratteggiare l'essenziale stimolando l'immaginazione. Il tutto è aiutato da un continuo susseguirsi di nuovi eventi sempre più strani e ben poco convenzionali.

11 commenti:

  1. Non lo rileggo da almeno un decennio e vorrei rifarlo, perché pur riconoscendone la genialità e aver amato il primo capitolo della trilogia, gli altri due mi piacquero molto meno.
    Probabilmente conoscevo troppo poco l'autore e mi aspettavo un romanzo horror tradizionale.

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    1. No è vero, gli altri due non sono al livello del primo. Comunque la trilogia resta nel complesso una genialata.

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  2. Ho letto molte cose di Lansdale, ma questa trilogia non ancora. Ho notato però che molti si sono lamentati per i capitoli finali... ma come ha sottolineato Pirkaf, un autore come questo va affrontato con consapevolezza. Ecco, io nei suoi confronti credo di averla acquisita da tempo :D

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    1. Invece io ho letto solo questo finora, e mi dicono che il meglio non l'ho ancora letto

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    2. Assolutamente!
      La sottile linea scure ed In fondo alla palude sono le opere più belle di Lansdale quasi indiscutibilmente.
      Molto belli anche i primi quattro volumi della saga di Hap & Leonard, poi le trame tendono un po' a ripetersi, ma quella saga è amata da tantissima gente.

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  3. Ho adorato il primo libro. Gli altri due sono inferiori ma comunque belli. Non mi è piaciuto tanto il finale della trilogia, troppo aperto.

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  4. Divertenti, ma nulla più per il sottoscritto. Il Lansdale che amo è quello de' In fondo alla palude

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    1. Comprensibile. Questo è il mio primo Lansdale e non posso fare confronti.

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  5. Lo ricordo con piacere. È stata una delle mie letture dovute al mio sesto senso librario, una divertente discesa verso l'assurdo e il macabro. Il finale del terzo volume mi mise una certa dose di tristezza.

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    1. Ecco sì è molto divertente ​grazie all'ironia con la quale racconta il macabro. Finale aperto... Chissà se potesse chiuderla meglio. Non lo sapremo mai.

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