mercoledì 16 giugno 2021

L'uomo invisibile: un film, tre generi

L'uomo invisibile (film 2020)

Dopo aver visto L'uomo invisibile (2020) si rimane con la consapevolezza di non aver visto un film indimenticabile, anzi l'impressione dominante è che il livello sia complessivamente medio o addirittura basso. 

Tuttavia c'è un aspetto di cui bisogna necessariamente tenere conto se siamo spettatori attenti e coscienziosi. L'aspetto di cui si parla conferisce a L'uomo invisibile una medaglia di unicità e se vogliamo anche di stranezza, due caratteristiche sufficienti a renderlo un film non proprio così banale come potrebbe sembrare.

L'uomo invisibile (film 2020)

Ebbene, la storia parla di una donna che scappa dal compagno violento. A un certo punto si scopre che l'uomo è morto e lei tira un sospiro di sollievo finché non si accorge che qualcosa, forse lo spirito del defunto, inizia a perseguitarla. A questo punto il film è un horror a tutti gli effetti. Ma poi assume le fattezze di almeno altri due generi: il thriller e la fantascienza.

Ed è questo il grande valore di un film che tutto sommato non vincerà certo lo straccio di un Oscar. Al di là del discutibile valore complessivo, il modo in cui vengono mescolati i generi è magistrale e non ha molti altri casi cinematografici che vantano la stessa qualità.

2 commenti:

  1. Non ha vinto infatti, però è e rimane un buonissimo film, un film paradossalmente anche originale, oltre ai fattori da te menzionati ;)

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    1. Non mi ha fatto impazzire ma ne riconosco l'originalità

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