giovedì 1 luglio 2021

L'uomo che vedeva gli atomi: l'insensata meraviglia della fantascienza anni 50

L'uomo che vedeva gli atomi

Quasi del tutto privo di credibilità della storia, L'uomo che vedeva gli atomi (Out of This World, 1957, Urania Collezione 195) si basa su un'unica grande trovata: un uomo che, nonostante il fatto che non abbia mai aperto un libro, è dotato di un'innata intuizione verso la tecnologia e l'invenzione, così da essere in grado di costruire cose impossibili per chiunque altro, anche per lo scienziato più preparato che esista. 

Il libro di Murray Leinster è un buon rappresentante di quella fantascienza anni Cinquanta che creava cose magnifiche senza starle troppo a spiegare o giustificare, e che, per questo, è abbastanza unica data l'impronta più razionale della fantascienza contemporanea. 

L'uomo che vedeva gli atomi


In L'uomo che vedeva gli atomi una sola persona riesce a costruire in poco tempo un apparecchio rudimentale che inonda di radiazioni tutti gli Stati Uniti e in seguito va avanti così, invenzione dopo invenzione, tra il ridicolo e lo spassoso.

Come si è detto, l'idea di base - un uomo dotato di una capacità inventiva che è praticamente un superpotere - è fenomenale e poco importa se la storia diventa sempre meno credibile perché nascono continui e ripetuti problemi planetari (davvero troppi per essere plausibili) che minacciano gli Stati Uniti e che richiedono continue invenzioni del protagonista. 

Questo romanzetto sarebbe inaccettabile se fosse scritto ai giorni nostri, ma con un occhio al passato e la capacità di meravigliarsi senza starci troppo a pensare diventa un'opera a suo modo molto carina e divertente.

Curiosità: in nessuna parte del libro si dice che l'uomo vede gli atomi. La sua è solo una straordinaria capacità inventiva.

6 commenti:

  1. Decisamente ci si creava meno problemi all'epoca in fase di scrittura.

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    1. Questo libro ne è un esempio. Anche se ci sono casi di romanzi più curati in quegli anni.

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  2. Il titolo è uno dei tanti esempi dei titoli italiani dati a caso. Se ne parla spesso riguardo al cinema, ma la pratica in letteratura va avanti da tempo immemorabile...

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    1. Sono titoli che in maniera disonesta invogliano la lettura. Il titolo originale invece ha l'effetto contrario.

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