domenica 26 dicembre 2021

"Incontro con Rama" di Arthur C. Clarke: un romanzo incredibile

Incontro con Rama

Incontro con Rama (Rendezvous with Rama, 1972) è forse il romanzo più stupefacente di Arthur C. Clarke ed entra con ogni ragione nei migliori romanzi di fantascienza di tutti i tempi.

Semmai se ne dovesse trarre un film sarebbe difficile rappresentare visivamente ciò che, nonostante le meravigliose descrizioni fisiche narrate nel libro, è assai arduo mostrare con le immagini. Infatti è sul non detto che si fonda la grossa parte del romanzo. Le paure, le domande, le ansie e le speranze che vengono evocate più o meno direttamente sono difficilmente rappresentabili in un film. Ma questo è un altro discorso che lasciamo ai registi (si sta parlando in questi giorni di Denis Villeneuve).

Veniamo alla storia pura e semplice. In Incontro con Rama un oggetto cilindrico di dimensioni titaniche - sedici chilometri di diametro e cinquanta di lunghezza - entra nel Sistema solare e probabilmente è destinato a fare una breve sosta prima di uscire di nuovo e andare chissà dove. Potrebbe anche darsi che entri nell'orbita di qualche pianeta e metta radici, ma più probabilmente se ne andrà. Con l'occasione l'unica nave in grado di agire subito e in tempo è l'astronave Endeavour capitanata dal comandante Norton. Così, Norton e il suo equipaggio raggiungono l'oggetto che prima viene chiamato 31/439 e poi più romanticamente Rama, un nome di origine induista.

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Nelle prossime righe troverete ulteriori anticipazioni della trama e un commento conclusivo che potrebbe far intuire vagamente il finale. Se non avete letto il libro e non volete sapere altro, fermatevi qui o leggete solo il penultimo paragrafo.

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Già le dimensioni esterne della struttura sono a prima vista tanto meravigliose quanto spaventose, ma ciò che gli esploratori trovano all'interno è ancora più incredibile, a cominciare da quelle che sembrano delle immense "città" disabitate e un "mare cilindrico" che circonda l'intero perimetro centrale della struttura e che la divide in due zone distinte definite "Settentrionale" e "Meridionale". Sei soli artificiali illuminano l'infinito spazio interno seguendo un ciclo notte-giorno misterioso.

Incontro con Rama, libro

In linea generale gli scienziati non capiscono quanto sia vivo oppure più o meno automatizzato Rama. E non sanno se si tratti di un manufatto pericoloso o pacifico. Se danneggiandolo si potrebbero far imbestialire i "ramani", chiunque essi siano. Se i ramani vogliono prendere contatto con noi o sono solo di passaggio. Se quella è un'astronave o una specie di tomba. Insomma tutto quello che gli esploratori vedono è perfettamente logico ma del tutto inspiegabile: non se ne capiscono le finalità. E la cosa che fa davvero più orrore è che Rama e ciò che vi sta dentro - come per esempio quelli che vengono definiti "robot biologici" o "biot" - sembrano ignorare completamente gli esseri umani, che in paragone al colosso venuto dal Cosmo somigliano a piccole formichine e niente più.

In Incontro con Rama l'ignoto viene dall'Universo profondo e, nonostante si manifesti, rischia di rimanere ignoto. Quella "paura dell'ignoto" che per H. P. Lovecraft è il sentimento più forte dell'animo umano è al centro di questo famoso libro di Arthur C. Clarke, ma l'autore sottolinea anche in parallelo quella che è l'attrazione verso l'ignoto, la curiosità scientifica disposta a correre alti rischi, a intraprendere pericolose avventure per rispondere alle proprie domande.

Il punto è che con Rama gli esseri umani si trovano di fronte all'inspiegabile più totale. I dati che raccolgono gli scienziati potrebbero essere elaborati per anni e anni prima di avere delle risposte che forse non arriveranno mai. Ci sono altri libri che lanciano questo allarme in merito alla possibilità che esistano cose nell'Universo che esulano dalla comprensione umana - si pensi a Solaris di Stanislaw Lem - ma certo il romanzo di Clarke è tra i più emblematici di questa categoria.

2 commenti:

  1. Sembra davvero molto interessante. Ho già apprezzato Le guide del tramonto dell'autore, non mi dispiacerebbe leggere altro :)

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    1. Non vorrei darti troppe aspettative (che spesso fanno più male che bene) ma secondo il mio personale e modestissimo parere non te lo puoi perdere.

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