lunedì 23 maggio 2022

Cose da ragazzi: Valerian e la città dei mille pianeti

Film per ragazzi: Valerian e la città dei mille pianeti

Un film per ragazzi può raggiungere livelli che non credevi. E uno dei casi più recenti è Valerian e la città dei mille pianeti (2017) diretto da Luc Besson. 

Ma freniamo l'entusiasmo e scriviamo qualcosa di più bilanciato.


La trama

Diversi secoli davanti a noi quella che era una semplice stazione spaziale internazionale diventa una specie di città sospesa tra le stelle con milioni di abitanti provenienti dai quattro angoli dell'Universo.

I fatti si svolgono in buona parte all'interno della megastruttura trent'anni dopo la distruzione "accidentale" - durante una guerra - di un pianeta paradisiaco e pacifico chiamato Mül. 


Che dire?

Di Valerian e la città dei mille pianeti si è parlato poco e anche male, almeno da noi. Sarà perché punta molto, forse troppo, sull'estetica e sugli effetti speciali anche se sono davvero grandiosi, o magari sono fuori luogo le continue scenette amorose tra i due protagonisti.

Personalmente resta un film di grande rilievo, pieno di fantasia e lavorato di fino. Criticabilissimo su certi aspetti, merita grandi elogi sotto altri punti di vista. Nel suo complesso è un bel gioco da ragazzi: come già accennato, il pubblico di riferimento sembrerebbe infatti quello degli adolescenti.

Ora, come ha detto qualcuno, bisogna vedere se gli adolescenti di oggi apprezzino cose del genere o preferiscono altro. E va considerato che, anche se non sembra, Valerian e la città dei mille pianeti non è affatto un'opera mainstream. 

Il film di Luc Besson ha un carattere deciso che non viene incontro a un ampissimo raggio di spettatori. Inoltre ha una sua inaspettata complessità. Possibile che il flop al botteghino sia dovuto all'eccessiva mole di roba inserita in poco più di due ore di durata? O magari è proprio il target più o meno volontariamente limitato ad aver inciso.


Conclusioni

A giudicare dalle reazioni del pubblico, parrebbe che se si rimane particolarmente infastiditi da certi aspetti - come appunto i dialoghetti opinabili tra un ragazzo e una ragazza che si piacciono - si finisce col buttare via tutto il film perdendo il quadro complessivo di uno spettacolo che nella sua totalità meriterebbe più applausi che fischi.

Le critiche che si leggono in giro, comunque, sono in buona parte condivisibili. È chiaro che, paradossalmente, nell'evidenza di una quasi ossessiva cura dei particolari, qualcosa, nonostante l'impegno, deve essere andato male. E una grossa fetta di pubblico non lo ha perdonato. 

La gente sa essere davvero permalosa.

8 commenti:

  1. Molto permalosa, forse troppo, non è un film perfetto, anzi, ma è stato ingiustamente troppo bistrattato, alla fine abbastanza carino.

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  2. Purtroppo mi aspettavo un Quinto elemento 3.0, mi sono sbagliato, pensavo a una pop-art formato 2000 dello sci-fi. Parte benissimo con il salto temporale accompagnato da Bowie e poi si perde fino alla scena del mercato (che è spettacolare) per poi perdersi ancora. Aveva un ottimo cast, ma per come è stato scritto si è perso troppo dove non doveva perdersi.

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    1. Non me la sento di contrariarti. Hai argomentato bene. Alla fine dipende anche dal proprio livello di tolleranza ma occhio alle aspettative che sono micidiali.

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  3. Ho amato la spettacolarità del film, l'aspetto visivo, ma per il resto (la storia e anche, temo, la scelta degli attori principali) proprio non mi ha entusiasmato. Peccato, che Luc Besson ci aveva portato il Quinto Elemento un po' (tanti) di anni prima. Sul mio blog difesi il film, per quanto possibile, ma onestamente non credo sia un gran che.

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  4. A me era piaciuto molto perché l'ho preso così com'era, senza fare paragoni con il fumetto. E poi Rihanna... TOP!

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